Brevi riflessioni in libertà che scaturiscono dall’attuale imposta e giusta “cattività” umana…

“Ora che abbiamo… vinto il Coronavirus possiamo riprenderci e stare allegri”, così mi piacerebbe iniziare questo articolo che ho voluto… attualizzare in data storica futura, ascrivibile ad uno sperabile risultato positivo che, come dicono tre-quattro fonti diverse da parte di chi ne sa più di me, dovrebbe essere perseguibile: Il governatore del Veneto dice che il picco della pandemia da noi, in Veneto, dovrebbe essere il 15 aprile prossimo e quindi, di lì a breve, si potrebbe sperare in trend in discesa. Sarà così ?
Mi sforzo di essere ottimista anche perché, come ormai ho detto tante volte, la storia insegna che qualsiasi tipo di pandemia ha un inizio ed un epilogo. Non andrebbe sottaciuto che, sulla base dell’attuale progresso scientifico rispetto ad una volta, ci sarebbe da ipotizzare in fretta la scoperta di un antidoto a questa seria patologia. Del resto è impensabile che si possa continuare ancora di questo passo che sta determinando patologie diverse di natura psico-somatica: le molte telefonate da me ricevute da amici, amiche, ma anche parenti strettissimi, mi sono infatti parse tutte all’insegna di questo tipo di disturbo. C’è chi dice che non ce la fa più a restare chiuso-chiusa in un appartamento seppur di lusso e con tutti i confort tanto da non poter più respirare, altri che prevedono la pazzia… A qualcuno ho risposto che qualche settimana di “prigionia” non significa l’ergastolo ma, non lo nego, facendo questa affermazione, ancor adesso non sono sicuro se volevo consolare me stesso o l’interlocutore dall’altra parte del filo…
Di certo ne andremo fuori non tanto a breve, ma piuttosto nel medio termine in quanto è prevedibile che una pandemia della specie, una volta “vinta”, abbia bisogno di essere controllata per un po’ di tempo: a mio modo di pensare saranno gli squilibri tempistici fra le diverse nazioni a creare qualche problema che, alla fin fine, dovrebbe trovare una soluzione come quella che, nel frattempo, si sarà normalizzata nel nostro paese che, a quanto si dice, avrebbe dato l’avvio alle…danze epidemiche.
A questo punto dobbiamo armarci tutti di forte pazienza e, dritto o rovescio della medaglia, bisognerà riflettere su come potrebbe essere la vita già da noi sperimentata da alcune settimane e, già che ci siamo, fare un pensierino di natura etica verso coloro che sono costretti, anche per anni, in luoghi di detenzione.
ARNALDO DE

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