NELL’ITALIA DEI LIBRI SI LEGGE SEMPRE MENO: IL RAPPORTO 2011-2013

Nella prestigiosa cornice della Biblioteca Angelica in Roma, Gian Arturo Ferrari, presidente del Centro per il Libro ela Lettura, ha illustrato, lo scorso 20 marzo, l’ultimo rapporto Nielsen del triennio 2011-2013, sull’acquisto e la lettura dei libri in Italia. L’introduzione è stata affidata a Rosanna Rummo, direttore Generale per le Biblioteche, gli Istituti Culturali e il Diritto d’Autore, del Ministero dei Beni Culturali, la quale ha elogiato quest’indagine così dettagliata, che evidenzia un Paese ancor più diviso a metà, con un Sud che arranca sempre di più. Una piccola speranza viene dai ragazzi, che purtroppo non dà segnali di ripresa anche a causa della crisi che ha investito il settore librario, dall’editore al distributore, allo stesso libraio. La d.ssa Rummo nel suo intervento ha esortato ad un investimento di maggiori risorse per tutte le regioni, lavorando sulla realtà piccolo/media, rilevando la chiusura di molte storiche librerie nelle grandi città, con un piano nazionale. Nella fase conclusiva si è posta anche l’attenzione sull’importanza dei grandi festival della letteratura e, per le nuove generazioni, la figura del genitore che legge, in quanto produce un lettore più forte. L’indagine è stata svolta su un campione di 9.000 famiglie, confermando un trend negativo, in entrambe le figure sia di acquirenti che di lettori. Tra gli indicatori che hanno espresso i risultati dell’analisi, vanno sottolineati i fattori di riferimento, partendo sopra il quattordicesimo anno di età, e suddividendo per classi socioeconomiche, ed inoltre considerando le diverse tipologie familiari ed il grado di istruzione. Dal dato emerge che la percentuale degli italiani lettori è scesa dal 49%, al 43%. Tra gli acquirenti emergono i nuclei familiari giovani, seguiti dagli over-65 single, per i lettori invece emerge una percentuale composta da teenagers. In quest’ultimo caso si può affermare la complicità delle scuole. Da sottolineare che il “Gentil sesso” spadroneggia in tutte le percentuali. L’ingresso sul mercato dell’E-book ha avuto un aumento considerevole tra acquisto e lettura, ma le cifre non elevate confermano comunque un’abitudine ancora conservatrice. Il calo più forte nell’acquisto si è riscontrato nella fascia d’età tra i 35-44 anni (forse perché è quella più colpita dalla crisi), nell’area geografica rappresentata dal Centro Italia e negli studenti laureati. Lidia Ravera, presente come assessore alla Cultura e alle Politiche Giovanili della Regione Lazio, ha commentato con preoccupazione questa forte crisi del settore, mai registrata dalla fine del secondo dopoguerra, sottolineando la stanchezza, come scrittrice e letterata esternando alcuni concetti tra i quali “ l’essere definiti una élite, come i sacerdoti che portano il verbo per i non credenti”, “Il crollo del genere maschile e dei laureati nella lettura, che di fatto sancisce che la cultura non viene più considerata un miglioramento di generazione, con il conseguente crollo di fiducia verso la vendita, l’acquisto e la scrittura”, “La necessaria esigenza di una riqualificazione, mediante una selezione drastica del settore, poiché una volta la persona ignorante si vergognava, ora non più”. Dalle parole dell’Assessore si è evinta l’interruzione della catena delle intelligenze nel nostro Paese, che ha posto l’accento su dove l’Italia abbia sbagliato in questi ultimi anni. Ci è sembrato di capire infine che la colpa, forse, è legata ad una tendenza alla sfiducia da parte dell’utente, e pertanto sviluppare un progetto per tornare a “fertilizzare” dal basso la popolazione, smettendo di pensare ad una “minoranza nobile”. Lidia Ravera ha poi citato la legge n. 16 del 2008, oggi rifinanziata, che riguarda “le iniziative e gli interventi in favore della promozione del libro, della lettura e delle piccole e medie imprese editoriali del Lazio”, con l’impegno di successive formulazioni di bandi, costruiti ad hoc, sulle varie esigenze dei settori. Ha poi concluso, ribadendo l’importanza delle Biblioteche e dei Circoli di lettura, dove continua ad esserci un fervore e una passione, come nelle scuole, negli ospedali, negli istituti di pena.

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