Carne suina. Non mangiatela

di Primo Mastrantoni, segretario Aduc

Non mangiate carne suina, almeno fino a quando non saranno resi noti i risultati delle analisi. E' questo l'invito che facciamo ai consumatori che dovrebbero astenersi dal consumo fino a quando il ministero della Salute non comunichi i risultati definitivi delle analisi effettuate, i nomi delle strutture commerciali coinvolte e le azioni (sequestri, chiusura, ritiro prodotti in commercio, ecc) che ha effettuato o che intende attuare. Facciamo riferimento al principio di precauzione: di fronte ad un rischio e' bene prendere misure cautelari a tutela della propria salute. La carne di maiale irlandese inquinata dalla diossina e' presente in Italia e non si sa, almeno per ora, in quali esercizi commerciali e' messa in vendita, non c'e' obbligo di indicazione della provenienza e qualsiasi macellaio puo' rifilarci (a sua insaputa) una bella bistecca tossica. Come fa il consumatore italiano a sapere se la carne suina che ha acquistato e' inquinata o meno? Certo puo' ricorrere alle carni Dop (denominazione di origine protetta) ma quante Dop di carne suina ci sono in giro? La maggior parte delle carni suine (13,5 milioni di capi macellati) non e' Dop, quindi, applicare il principio di precauzione ci sembra una scelta razionale. Il 90% dell’esposizione umana alla diossina avviene attraverso gli alimenti: il fenomeno del bioaccumulo fa si' che la diossina risalga la catena alimentare umana, concentrandosi sempre piu', a partire dai vegetali, passando agli animali erbivori, ai carnivori, agli onnivori e infine all'uomo: si arriva, cosi', a livelli di diossina, riscontrati nei suini irlandesi, fino a 200 volte piu' alti di quelli consentiti dall'Ue. Una valutazione a parte merita la posizione di quanti gettano acqua sul fuoco. Si ricordi, a tale proposito, i precedenti di mucca pazza e della mozzarella campana. Chi si fida piu'? Insomma, dobbiamo ricorrere all'autotutela, soprattutto quando c'e' di mezzo la nostra salute.

Primo Mastrantoni, segretario Aduc

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