Intervista all’on. Basilio Germanà  (FI)

Innanzitutto la ringrazio per aver concesso una intervista ad “Eureka” che, come saprà, è un mensile in lingua italiana edito ad Atene. Ciò significa che apprezza la sua funzione ed anche la sua linea editoriale.

Sì la conosco e l’apprezzo. È un ottimo giornale, che è utile perché consente di poter dialogare con i nostri connazionali che vivono in Grecia. È utile allo scambio di informazioni ma è utile soprattutto ora perché noi avremo anche i nostri rappresentanti degli italiani all’estero in Parlamento.

Ci conferma che ad Atene il 18 e 19 giugno si terrà il convegno di Azzurri nel Mondo con la presenza del Presidente del Consiglio Berlusconi?

Le confermo che il convegno si terrà in terra ellenica. È quanto abbiamo stabilito nell’ultimo ufficio di presidenza che si è riunito alcune settimane fa. Debbo aggiungere che è stato bravissimo Massimo Romagnoli, il responsabile per la Grecia, a battersi, e poi ad ottenere, che il convegno si svolgesse ad Atene. Chiaramente altri responsabili esteri lo volevano tenere nel proprio Paese. Oggi, tuttavia, non posso ancora confermare ufficialmente la presenza del Presidente Silvio Berlusconi, perché credo che non sia ancora stato informato.
Onorevole, lei sicuramente segue le “vicissitudini” delle rappresentanze della comunità italiana in Grecia, ma ad Atene si sente anche la necessità di una scossa che dia nuovi impulsi sia al CGIE, sia al Comites.
Diciamo che il CGIE è ancora “giovane” perché, in verità, Romagnoli, consigliere CGIE, sta lavorando in tutta l’Europa. Per la Grecia e gli altri Stati questo è stato un successo. Il dato più importante, secondo me, è sicuramente il fatto che durante il convegno che terremo a metà giugno, si andranno a fare già i primi nomi dei rappresentanti degli italiani all’estero che verranno candidati per le prossime elezioni e che riguardano la circoscrizione dell’Europa. Questo è il primo passo, è chiaro, che poi saranno i parlamentari a seguire con molta attenzione il territorio, diciamo, dell’Europa che riguarda il loro collegio.

Gli italiani di Grecia percepiscono una fase di stallo e di fastidio, pensi che nessuno, attualmente, neanche il consigliere CGIE, si sta adoperando per informare la nostra comunità italiana circa i termini del prossimo referendum. C’è aria di lamentela sicuramente, Lei cosa propone.

Senta, chiaramente noi ci siamo occupati molto delle varie discussioni che abbiamo avuto in Italia poi si è votato in parecchie sezioni, si è votato in Sicilia, Sardegna quindi stiamo cercando di istruire le fasi elettorali passo a passo, è chiaro che tra qualche giorno dovremo occuparci anche del referendum.
Il clima è di insoddisfazione generale nei riguardi del CGIE e del Comites, non crede che poi questo stato di cose predisporrà male gli elettori italiani di Grecia al varco elettorale del 2006? Ciò non sembra collimare proprio con le indicazioni del Presidente Berlusconi.
Devo atto a Romagnoli, ma anche ad altri consiglieri che mi sono stati vicini e che hanno portato alla mia attenzione alcuni problemi, ed uno dei tanti problemi è stato per esempio l’Istituto di Cultura di Atene i cui lavori sono iniziati tantissimi anni fa e nessuno se ne era mai occupato. Noi ce ne siamo occupati, presentando una mia interrogazione alla quale ha risposto il sottosegretario agli Esteri. C’è da aggiungere che c’erano alcune situazioni abbandonate da decenni, Credo quindi che stiamo cominciando finalmente a seguire i problemi della nostra Grecia. È chiaro che i nostri connazionali che vivono in Grecia, ma ciò non toglie che lo possono fare anche i greci che amano l’Italia, dovrebbero quantomeno collegarsi con i nostri responsabili o anche con me e darci dei suggerimenti perché il singolo parlamentare, o il singolo consigliere, non può conoscere tutti i problemi perché è vero che quando si è eletti si è a disposizione dei cittadini ma debbono essere anche i cittadini a collaborare con noi.

Molti si lamentano della completa incapacità funzionale del Comites, organo di democrazia e senza connotazioni politiche, oggi sembra assente, si mostra, come dire, in “tutt’altre faccende affaccendato”.

Debbo dire che questo avviene un pochino ovunque. Aggiungo tra l’altro che è inutile sostenere che i Comites non sono politicizzati, anche se così dovrebbe in tutto il mondo. Purtroppo è evidente che ognuno ha la sua parte di responsabilità, come ogni partito ha la sua parte di responsabilità. E proprio per queste ragioni prossimamente si occuperemo del problema, non solo della Grecia ma di tutti i Paesi dell’Europa
Lei gode fama di essere uomo “sanguigno” e d’azione (e poi è siciliano), lo dimostrano le innumerevoli iniziative legislative in qualità di primo firmatario, per cui vorremmo che ci spiegasse da cosa dipende l’inerzia e la mancanza di coordinamento tra il Comites e il CGIE.
Diciamo che il CGIE è nato da poco perché il nostro Romagnoli si sta occupando un pochino di tutta l’Europa. Sarà certamente uno dei candidati perché ho visto che è molto attivo, ho visto che è mobile, ha voglia di lavorare ma ha anche disponibilità finanziarie che gli consentono di fare questo giro per l’Europa e di rappresentare un pò meglio la Grecia. Io ritengo che in un collegio così grande i candidati debbano avere questi requisiti: intraprendenza, mobilità ma anche indipendenza economica perché noi cerchiamo persone che non hanno bisogno di un lavoro fisso ma che si debbono occupare dalla mattina alla sera dei problemi dei nostri italiani.

Cosa suggerisce per correggere la tendenza all’inerzia del CGIE? Chi meglio di lei può, in questo momento, proporre soluzioni, uomini adeguati alla presenza di italiani in Grecia.

Io ritengo che siamo in una fase dove è chiaro che, con le prossime elezioni, che si potrebbero tenere o a scadenza elettorale o potrebbero essere anche qualche mese prima, cambieranno tante cose se, come spero e come penso, Romagnoli verrà eletto parlamentare. È chiaro che un parlamentare che si occupi di tutta l’Europa, che sta con i greci e che vive ad Atene è importante.
La ringraziamo, onorevole siamo sicuri che provvederà a dare risposte concrete alle lamentele “elleniche”.
Mi auguro che da questa intervista possa soprattutto emergere che noi parlamentari siamo in attesa di consigli, di suggerimenti che possano migliorare i nostri rapporti con gli italiani che vivono all’estero.

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