Margherita Corrado (M5S Senato – Commissione Cultura) – Sul Campo Rampigna di Pescara

Il Campo Rampigna è una gloriosa pagina di storia recente di Pescara che potrà essere narrata e documentata per immagini nell’ambito del futuro parco archeologico! Non posso non associarmi, infatti, alla richiesta delle sezioni locali di Italia Nostra e dell’Archeo Club che chiedono da tempo alla giunta Masci di destinare alla fruizione pubblica quell’area di proprietà comunale. L’obiettivo è farne un parco dove promuovere la conoscenza della storia dell’abitato, dalla romana Ostia Aternum alla città viceregnale e moderna. Poiché l’Amministrazione sembra muoversi in direzione opposta, e, nonostante il conclamato rischio archeologico, ha finanziato un progetto di rifacimento dello storico campo di calcio, ho fatto istanza di accesso agli atti presso il Ministero Beni Culturali per leggere le valutazioni della competente Soprintendenza ABAP. Nell’attesa che il Comune, coinvolto in qualità di controinteressato, si esprima al riguardo, sono accaduti due fatti non irrilevanti. Il primo rafforza le ragioni dei tanti Pescaresi – un recente sondaggio ha dato risultati inequivocabili – che, archiviata da tempo la stagione sportiva, appoggiano l’ipotesi di una destinazione culturale, poiché alla presunta necropoli romana già ipotizzata in letteratura si aggiungono oggi i resti del bastione San Vitale della fortezza cinquecentesca messi in luce durante i lavori della rete ferroviaria in prossimità del Campo Rampigna. L’altra novità è di segno opposto: qualche giorno fa ho ricevuto una telefonata dal RUP del progetto comunale che, dicendosi vittima del presunto stop/rallentamento provocato dalla mia richiesta (non ancora evasa), si è lasciato andare a rimostranze varie anche nei confronti dei cittadini e delle associazioni culturali, colpevoli, a suo dire, di non avere scavato nell’area durante gli ultimi vent’anni. Ho rassicurato il ‘malcapitato’ che un’istanza di accesso non incide, di per sé, sulla tempistica dei saggi di scavo già programmati, pare, dalla Soprintendenza di concerto con il Comune, né sulle decisioni finali inerenti la tutela di quanto eventualmente sarà riportato alla luce. Rendo pubblico l’episodio, però, e l’ho già segnalato al dicastero di Franceschini, perché mi fa specie che una siffatta telefonata sia partita non dall’utenza del RUP ma dal telefono fisso dell’ufficio del responsabile del Dipartimento Tecnico Servizio Impianti Sportivi del Comune di Pescara. Posso solo constatare quanto è meschino, tuttora, l’orizzonte psicologico di molti tecnici e di molti politici, e quant’è scarsa, presso costoro, la consapevolezza dell’importanza del patrimonio culturale diffuso. Nelle tracce materiali dell’eredità bimillenaria conservata dalle nostre città storiche, gli uni e gli altri dovrebbero saper riconoscere una fonte di potenziale sviluppo anche economico per la comunità locale e orientare di conseguenza le proprie scelte strategiche.

Margherita Corrado (M5S Senato – Commissione Cultura)

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