LETTERA APERTA AD ALESSANDRO SALLUSTI, DIRETTORE DI LIBERO !

Caro Collega (di serie A),
è da un po’ di tempo che desidero dirTi due cose.
La prima. Senza ombra di dubbio c’è da apprezzare la tua grande professionalità che, per i motivi che Ti dirò in appresso, sarebbe da considerare “doppia” in quanto, a detta indiscutibile professionalità, devi aggiungere un’immane fatica per smantellare ciò che gli altri (la stramaggioranza) scrivono in dissenso, mentre Tu, contestualmente, devi dire e giustificare (?) idee difficili da suffragare rispetto agli altri Colleghi con i quali Ti intrattieni nelle diverse emittenti tv… E qui non c’è politica che tenga, ma subentra solo e soltanto la Tua bravura dialettico-editoriale che, a volte, inciampa in uno…Scanzi qualunque (senza offesa per questo giornalista che anzi invidio professionalmente. “Aizzare e poi invocare la calma” da parte tua, docet !
La seconda. Vorrei sapere da Te come fai, al di là della linea editoriale del Tuo giornale, ad “inventarti” (perché si tratta di mettere in moto la fantasia per rispondere agli altri specie se le cose dette sono oggettivamente vere ), delle risposte che sono veramente difficili da mettere in piedi, salvandoti talvolta in corner o perché la Gruber interrompe la discussione o perché gli altri si sovrappongono a quanto Tu stai per dire.. deve essere una croce, come da foto…
Francamente, il Tuo incarico manageriale presso Libero non deve essere facile e, se mi permetti, nutro un po’ di certezza sul fatto che Tu sia costretto a non tener conto della verità, facendoti male dentro, metabolizzando malamente ciò che regna nel Tuo subconscio..
E’ così, caro ed eccellente collega, sia pur da posizioni ideologiche diverse ? Ti sarei grato di una risposta, se vuoi anche con la stessa Tua invidiabile tecnica nell’ossidare certe inscalfibili verità.
Almeno a mio avviso.
Cordialità,
ARNALDO DE PORTI ( collega di serie….B)

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