Scarabocchiando e disegnando




E’ un’esperienza comune a tutti: a scuola durante una lezione, ad una riunione di lavoro al telefono molti di noi scarabocchiano.


Una tendenza per alcuni spontanea, istintiva, naturale quella di riempire un foglio di carta con degli scarabocchi.


Ma quale è il senso di questi “disegni”?


Secondo recenti studi condotti da esperti del comportamento umano, gli scarabocchi possono migliorare la concentrazione, essere un buon deterrente all’impazienza e persino favorire la creatività.


Gli psicologi ritengono che gli scarabocchi siano una cartina di tornasole rivelatrice della mente di chi li fa.


Scarabocchiare aiuta il cervello facendo muovere zone della corteccia che altrimenti rimarrebbero inattive senza uno stimolo esterno.


Diventano un utile promemoria che ci fa ricordare particolari dimenticati.


Se disegniamo a scuola o ad una riunione di lavoro ci ricordiamo più facilmente i concetti espressi dal professore e dai relatori.


Scarabocchiatori celebri sono stati Ronald Reagan, John Kennedy, Balzac e Beethoven.


Un processo di riabilitazione dello scarabocchio che, secondo gli studiosi, aiuta a concentrarsi e a scaricare le emozioni.


Inoltre gli scarabocchi aiutano a liberare energia nei momenti di tensione.


Gli esperti di grafologia riferiscono che ci sono persone che, scarabocchiano sempre la stessa cosa, e questo potrebbe provocare in chi disegna un effetto rassicurante perché, essendo ripetitivo conduce a qualcosa che è noto, familiare.


Nei bambini gli scarabocchi consentono di esprimere ad essi il proprio mondo interiore.


Il disegno è un’attività che le persone hanno sviluppato nell’infanzia e trasforma graficamente l’interiorità del soggetto che disegna e per questo motivo si rivela uno strumento psicoterapeutico.


L’utilizzo del disegno in psicoterapia si è dimostrato valido in vari contesti come: stati ansiosi, elaborazione del lutto, miglioramento dell’autostima, diminuzione dei livelli di stress.


Il disegno viene poi utilizzato anche dagli psicologi scolastici nel lavoro con le classi per motivi diversi che vanno dalle difficoltà inter relazionali all’integrazione di uno o più alunni.

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