L’onda del male ha colpito Parigi e la Francia ha reagito con il coraggio e la determinazione!!!

La Francia ha dichiarato GUERRA al male demoniaco c disumano. Ogni secolo ha le sue guerre ed infatti, il nuovo secolo si e’ iniziato maledettamente con una Guerra e poi si tirano le somme e dal punto di vista geopolitico non ci sono ne vinti e ne vincitori. Questo e’ un dato di fatto e la storia e’ la piu’ credibile testimoninanza.

Le guerre sono costosissime e gli uomini coinvolti nei conflitti sono costretti e molto spesso ad estremi sacrifici, le guerre nascono per molteplici motivi e le piu’ sanguinose, la storia indica: quelle razziali, religiose, economiche ed i nazionalismi piu’ estremi. Poi, perche’ meravigliarsi, quanto accade ai giorni nostri, forse ci siamo dimenticati, che da quando mondo e mondo, le prime guerre arcaiche o dispute furono affrontati con i massi di pietra e sassi, gli uni contro gli altri.

Con i primi insediamenti umani, frammentate in fazioni di uomini le une contro le altre, per contendersi una parte del loro territorio, poi un po piu’ evoluti con le frecce e con le lance, uno contro gli altro, poi altri popoli con gli archibuci e militarmente meglio organizzati contro i popoli piu’ deboli armati soltanto di lance e di frecce.

Poi le nazioni piu’ ricche ed evolute, vollero a torto o ragione espandere il loro potere e si armarono per conquistare altri territori e per averlo lottarono contro i popoli deboli con l’unico scopo d’acquisire il dominio territoriale e forse con l’intenzione di offrire loro un modello di civilta’ quanto meno accettabile per i nativi di determinati territori ed al tempo stesso, in quanto deboli, furono anche oggetto di dominazione. Le Colonie, soprattutto nel Continente Africano, gli abitanti e mi riferisco ai nativi, si assogettarono e dopo avere affrontato molti sacrifici, ebbero il modo di fare un passo in avanti nell’ambito dell’evoluzione della civilta’ occidentale.

Poi altre 2 Guerre Mondiali, una piu’ catastrofica dell’altra. i bollettini finali delle citate 2 Guerre Mondiali, quando cessarono le ostilita’ di cui protagonisti di primo piano, furono: Germania, Austria, Francia, Regno Unito, Regno d’Italia, Stati Uniti e Russia, Giappone e tra vinti e vincitori, subirono un numero incalcolabile di perdite umane di military e civili, quindi, milioni e milioni di morti. Nelle citate 2 ultime Guerre Mondiali, gli armamenti sempre piu’ mastadontici e sofisticate a cominciare dai cannoni, dai carriarmati, dagli aerei sempre piu’ veloci e dai bombardieri che con le loro bombe sganciate in tutta l’area del teatro di guerra nel caso specifico mondiale.

Detto cio: quasi in tutto il territorio europeo ci furono bombardamenti, inclusa l’allora Russia Sovietica ed ancora con le navi e portaerei ed altri mezzi bellici (non ultima la bomba atomica) la piu’ terrificante bomba di distruzione, che dopo averne sganciate 2 nel lontano Giappone, e poche ore dopo, il quartiere generale dell’esercito statunitense dopo avere appreso gli esiti apocalitici, di tali bombe, avvertirono i responsabili politici e militari degli Stati Uniti, e immediatamente decisoro a non usarle mai piu’, in quanto tale bomba, fu dichiarata distruttiva non solo alle cose, ma una scellerata sventura ai danni di tutta l’umanita’

E nonostante tutto, le grandi nazioni continuarono come sempre hanno fatto, cioe’ a potenziare gli armamenti e rendere piu’ forti le loro strutture militari con armi, piu’ sofisti- cate e ugualmente distruttive e tali nazioni conosciute come super potenze, economiche e militari, che per quanto trascorsi 70 anni dalla fine della II Guerra mondiale, detengono tutt’ora incalcolabili depositi di armi ed eserciti sempre pronti ad aprire il fuoco contro coloro che intendono minacciare i loro confini.

Non si puo’ nemmeno negare che in questo periodo storico, molte nazioni piu’ fortunate economicamente hanno maggiori possibilita’ per aggiornare e perfezionare il loro parchi di armamenti, ovviamente lo scopo prioritario dichiarato, e’ prevenire pericolose situazioni belliche e terroristiche, affinche’ si difenda ognuna la sua nazione con contraoffensive dagli eventuali attacchi dall’esterno o dall’interno provocato dal fuoco nemico.

Ma altrettanto vero che in molte altre nazioni collocate in divesrse aree del globo terrestre hanno in dotazione anche missili con testate di alto livello tecnologico, che producono un’alto potenziale distruttivo e che la memoria ricorda le devcstazioni che subirono molte nazioni europee. Se si dovesse fare dei paralleli con le ultime 2 guerre mondiali del secolo scorso e confrontarlo con questo particolare periodo storico di cui conflitti, terrorismi brutali e saguinosi, sostanzialmente isolate un po in tutto il mondo, i numeri dei morti tra civili e militari, anche con la dovuta e giusta valutazione delle vittime umane e’ sempre una grande sventura, ma il rapporto relativo le vittime e’ davvero abissale.

Credo sia giusto riconoscere che dal periodo postbellico cioe’ dopo il 1945, che il numero delle vittime provocate dalle rivoluzioni, secessioni, azioni terroristiche e anche belliche, sono molto contenute, e’ giusto affermare che l’evoluzione dell’intera societa’ civile mon- diale ha capito che le guerre vanno bandite, ma altrettanto provvidenziale il preventivo addestramento delle truppe che ogni nazione ha il diritto di difendersi per tutelare i propri confini e i soldati il dovere di combattere per la sua nazione e al tempo stesso, il soldato oggi e’ piu’cosciente e responsabile perche’ ha imparato anche a salvare se stesso.

E’ ancora piu’giusto elogiare, quando si evitano le guerre, delegando la diplomazia ad agire con la distensione come obiettivo finale per ottenere concordia e pace, perche’ la guerra non giova a nessuno delle parti coinvolte. Ma e’ altrettanto vero che non si puo’ rimanere inerti se si vuole tutelare i civili e militari, affinche’ si possa interdire ogni azione bellica o terroristica, che seminano morti in qualsiasi parte del mondo e come sempre, i primi ad essere colpiti sono le popolazioni deboli, ma soprattutto i bimbi, le donne e gli anziani. Quindi, ogni nazione ha il dovere di difendere la sua societa’ civile e militare.

Purtroppo, in questo particolare periodo storico, i rischi di possibili attentati contro la societa’ civile e’ visibile in tutte le parti del mondo, ed in ogni attentato terroristico produce orrore, violenza, perdite di vite umane e questa volta, anche se in Italia, apparentemente tranquilla, si percepisce la psicosi della tensione che si evolve con la pauras in ogni cittadino, in quanto debole e non sufficientemente tutelato.

Ma ogni singolo cittadino italiano, francese o straniero di tutto il mondo, devono allontanare la psicosi che genera la paura e con il culto del perdono e al tempo stesso potenziando la cultura che ci aiutera’ a conoscerci meglio per confrontarci civilmente e reciprocamente, quindi sono certo che si evitara’ l’alzamento del livello della paura e si potra’ sostenere con maggiore convinzione difendendo la liberta’ anche con una possibile III Guerra Mondiale contro il terrorismo internazionale e’ la si vincera’ senza alcun dubbio con l’unione delle societa’ civili di tutto il mondo.

Anche questa volta si e’ registrata una vita stroncata nel pieno della sua migliore giovinezza, mi riferisco a Valeria Soledin, cittadina italiana, volontaria per il sociale, nata a Venezia, vittima dell’efferato attentato che colpito Parigi, il 13 novembre 2015, ma questa volta ha scosso tutta la Francia, quindi anche l’Italia che piange i suoi figli migliori, quindi il 23 novembre 2015 una nobile celebrazione promossa dallo Stato Italiano in memoria di Valeria, conclusasi con l’ultimo saluto nella sua citta’ natale.

Davvero commovente il cordoglio di numerosissimi cittadini italiani e veneziani che partecipavano in Piazza San Marco, alla Celebrazione del rito inter-religioso nella Basilica della Chiesa Cattolica, Apostolica Romana, relativa alla scomparsa della loro concittadina, e’ avvalorata anche dalla sincera vicinanza delle piu’ alte autorita’ civili e militari della Repubblica Italiana.

Detto questo: e’opportuno ricordare che dopo il periodo postbellico relativa la II Guerra Mondiale, pian piano le nazioni piu’ importanti collocate nello scacchiere europeo, pensa- rono a un progetto mirato alla fondazione di una nuova Europa, ovviamente con la condivisione delle nazioni europee. La neo Europa (in evoluzione da oltre mezzo secolo), ma non si puo’ affermare che l’Unione Europea si sia pienamente realizzata, che invece avrebbe dovuto avere la funzione prioritaria a monitorare e contrastare gli eventuali conflitti nell’ambito dell’Europa, vitalizzandola con una poltica estera per proporsi quando e’ utile e necessaria un ruolo di mediatrice onde evitare sul nascere conflitti di ogni genere.

Comunque, interventi diplomatici e collaborazione militare sono gia’ in atto per arginare sviluppi di possibili conflitti, affinche’ si evitassero guai peggiori. Non si puo’ negare che l’Italia e’ molto presente con i suoi soldati a tutelare la pace in varie parti del Mondo. Ma credo necassaria una preventiva pianificazione militare che garantisca la difesa dei cittadini europei con i dovuti controlli alle frontiere nell’ambito dell’UE e in grado di neutralizzare eventuali invasioni di corpi militari stranieri, al tempo stesso, convivere provvisoriamente l’esodo dei profughi di civili costretti a fuggire o a emigrare nelle nazioni disponibili ad ospitare come atto di solidarieta’ promossa delle nazioni membri dell’ Unione Europea. “

Nel valutare alcuni aspetti, e’ innegabile che per un periodo, grosso modo di oltre 20 anni, l’Europa fu immune a tutto cio’ che accadeva negli altri continenti e comunque, non giustifica l’errore a non avere sufficientemente finanziato e rafforzate le forze armate e l’Italia non dimentichi che e’ legata al Patto Atlantico e la successiva struttura bellica-difensiva rappresentata dalla NATO, ma nonostante tutto, ci fu la guerra fredda fra la civilta’ occidentale contro quella orientale, nonche’ la guerra fra la Grecia e la Turchia, che rivendico’ l’isola di Cipro, per ottenere una parte territoriale di tale Isola.

Come si puo’ dimenticare la guerra civile di quella che fu La Repubblica Federale Jugoslava, che provoco’ la dissoluzione della Juguslavia una nazione collocata geograficamente al Centro dell’Europa e nell’ambito della area strategica Balcanica. Storicamente non risulta, che l’Unione Europa si fosse prodigata per evitare guerre civili all’interno di tale Stato Federale, come e’ vero che ci furono interventi effettuati dalla NATO (Struttura bellica-difensiva) che bombardarono il territorio dello Sato Serbo nella zona di Belgrado (capitale della ex Yugoslavia).

Anni fa si percepi’ che l’Unione Europea, non fosse ancora sdoganata per gestire la poltica estera anche se dotata dalle dovute strutture militari capace di difendere i cittadini europei e i confini di ogni nazione membro di tale Unione Europea. quindi furono convinti che cio’ si potesse realizzare in futuro, la logica difesa contro chiunque volesse invadere il territorio di uno o piu’ Stati membri..

A questo punto devo immaginare che l’Unione Europea, per non avere percorso la logica e politica unitaria necessaria allo sviluppo di una politica comune estera, ci sia stato una dura opposizione ed insufficientemente condivisibile espressi da determinati membri per la realizzazione di quanto menzionato, oppure non c’e’ stata la volonta’ di realizzarla concretamente. E cosa pensare a questa neo Europa, con una Costituzione incompleta e non approvata, che molti italiani ricorderenno cio’ che disse: l’allora Papa Wojtyla, con una sua eclatante dichiarazione:” l’Europa senza le radici judaiche-cristiane non avra’ futuro”.

Al tempo stesso, ho la percezione che nell’ambito dell’UE, persistono incertezze e titubanza diplomatica e militare, e come sempre aspettando l’esito dell’evoluzione terroristica e bellica, affinche’ le nazioni si convincano tutte ad aderire piu’ compatte e solidali, in soccorso alla Francia, nazione membro. E da non dimenticare che da oltre 2 secoli la Repubblica Francese detiene il motto: Liberte’, E’gualite’,Fraternite’ scalpite nella storia dell’umanita’ “, sono 3 parole che cementano eternamente i sacri diritti dell’uomo e tutte le nazioni hanno il diritto/dovere a soccorrere quando e’ minacciata l’umanita’.

Comunque, un lodevole e spontaneo gesto indimenticabile, come atto di soledarieta’ e vicinanza alla Repubblica Francese, che in memoria delle vittime causate dal terrorismo internazionale, hanno rispettato il minuto di silenzio in tutte le istituzioni delle nazioni, delle societa’ civili e militare, politiche, sociali, sindacali e associazioni nel mondo dello sport, quindi in tutte le cerimonie politiche e sportive con l’esposizione del Tricolore Francese e cantando (l’Inno Nazionale), la Marsigliese, non solo in Francia e in Europa, ma anche nel resto del Mondo.

Boston, 25 novembre 2015

On. Michele Frattallone, presidente del Comitato Tricolore per gli Italiani nel Mondo, Inc., gia’ presidente Nazionale negli Stati Uniti, del Comitato del Tricolore pr gli Italiani nel Mondo, presidente, della Galileo Legacy Foundation, Inc., gia consigliere del COM.IT.ES. e presidente della Commissione: Immagine, Istruzione e Cultura, componente dell’ Osservatorio dell’Emigrazione Italiana nel Mondo ed Ambasciatore d’Italianita’.

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