L’antico nome dell’isola era Ericusa, per la presenza dell’erica ancora oggi diffusa soprattutto a ridosso del vulcano ormai spento. E’ la più occidentale tra le Isole Eolie. Amministrativamente dipende da Lipari, come Filicudi, Panarea, Stromboli e Vulcano. Ad eccezione di Salina che è autonoma. Si trova in provincia di Messina. E’ brulla e rocciosa ed è la più primitiva delle Isole Lipari. La mancanza di approdi sicuri e la difficoltà di accesso rendono l’isola ancora più attraente. La sua estensione è di 5,2 kmq e coloro che la abitano, circa 100 persone, si chiamano arcudari. Gran parte delle sue coste sono inaccessibili.
Dalla sua vetta, Piano Filo dell’Arpa, raggiungibile attraverso la mulattiera che collega la parte alta, chiamata La Montagna, alla parte bassa dell’isola, si può ammirare tutta la sua bellezza.
Gli arcudari abitano le case più in basso e più facilmente accessibili mentre più si sale e più si incontrano le abitazioni per le vacanze di proprietà di turisti acquistate a dispetto delle difficoltà e dell’accesso disagevole.
Le macchine possono circolare soltanto intorno al molo per cui le merci vengono trasportate dagli animali da soma, asini e muli.
Alicudi Porto è il centro dell’isola con due negozi di alimentari e l’ufficio postale. L’isola è abitata solamente sul versante est. L’unica spiaggia raggiungibile a piedi è la spiaggia di fronte al porto dove attraccano traghetti e aliscafi. Esiste solo un eliporto per le emergenze
Anche in questa isola, come a Filicudi, è possibile ammirare i famosi ‘fili’, le colonne di roccia lavica modellate dall’erosione.
La vegetazione dell’isola è bassa e lungo la mulattiera ai cui lati si snodano le case tipiche eoliane di colore bianco crescono le agavi, i fichi d’india, i capperi in fiore, le bouganville e l’erica; mentre la parte alta dell’isola è ricca di felci, di alberi di castagno e di tigli.
Dal 2000 le Isole Eolie sono state dichiarate dall’Unesco patrimonio mondiale dell’umanità. Le motivazioni per l’iscrizione nella famosa lista risiedono nel fatto che l’arcipelago rappresenta un esempio dell’attività di costruzione e distruzione di isole operata dal vulcanesimo e testimonia un fenomeno vulcanico tuttora in corso. Questo sito riveste una importanza internazionale per la vulcanologia.