Sogni impossibili

Tra i tanti problemi che affliggono i giovani(disoccupazione,lavori precari con redditi bassi)vi è quello di acquistare una casa di proprietà per “spiccare il volo” e costruirsi una vita propria uscendo dalla famiglia di origine.
Un sogno oggi impossibile per quella che viene definita “generazione in affitto”,un privilegio che pochi possono sostenere.
Fra le varie cause vi è la difficoltà,perle banche,di erogare credito soprattutto a chi fornisce poche garanzie di restituzione.
I giovani poi non possono chiedere un prestito ai genitori,anche essi alle prese con le tante spese e tasse,né tantomeno ai nonni con pensioni basse e risparmi prosciugati per aiutare i figli.
Una conseguenza tra le tante dell’attuale crisi economica,un fenomeno sociologico da studiare con attenzione.
Ma anche prendere in affitto una casa è oggi un problema. Il costo di un affitto medio per un appartamento di tre locali in zona semicentrale in una grande città come Roma non è inferiore ai 1100 euro al mese.
Una cifra che,secondo alcune proiezioni effettuate,non raggiungono i molti lavoratori da “mille euro” che nei prossimi anni saranno almeno 15 milioni.
Anche questa un’impresa impossibile che riguarda oltre il 60% della popolazione,soprattutto quella giovanile.
Ma come uscire da questa situazione? Calmierando i prezzi e rilanciando,se possibile,l’edilizia sociale. Una terapia difficile in un mercato immobiliare rigido.
Questo perché per affrontare un affitto da 1000 euro bisognerebbe guadagnarne 2500 per non finire in povertà.
Una chimera per la stragrande maggioranza dei lavoratori “tricolori”.
È possibile e auspicabile immaginare un futuro diverso?
La risposta a questa domanda spetta in primo luogo alla classe dirigente che deve metterla al primo posto dell’agenda politica e di quella dell’esecutivo.
Bisogna quindi creare lavoro stabile e aumentare gli stipendi italiani,che sono tra i più bassi d’Europa.

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