Considerazioni sui “bamboccioni”

Il termine “bamboccioni” fu coniato dall’ex ministro dell’economia Tommaso Padoa Schioppa a proposito delle norme emanate dal governo di cui era esponente,che prevedevano agevolazioni sugli affitti per i più giovani.
A commento di questa normativa Padoa Schioppa dichiarò:”mandiamo i bamboccioni fuori di casa”.
Sul tema è stato scritto molto ed anche il cinema ha trattato l’argomento in un film francese del 2001 intitolato “Tanguy” che descrive il fenomeno sociologico dei figli adulti che non vogliono andare a vivere da soli.
Tanto che in Francia la parola tanguy è diventata sinonimo di un adulto che vive ancora con i suoi genitori.
Tra le cause di tale fenomeno, tipico di questo periodo storico,vi è la disoccupazione,che non consente ai giovani, che non hanno un lavoro o ne svolgono uno precario, di poter affittare una casa e quindi di lasciare quella dei genitori.
Vi è poi l’alto costo degli affitti,che non consente di poter andare a vivere da soli.
Questa realtà si riscontra anche nel regno animale dal quale,come è noto,l’uomo discende.
Tra gli animali “bamboccioni” vi sono il panda,il camaleonte del Madagascar,l’elefante, tanto per citare alcuni esempi.
Con un inconveniente,almeno per quel che riguarda gli animali:dove più è lunga la permanenza dei figli presso i genitori e meno sarà la discendenza,mentre le specie con maggiori eredi sono quelle dove la permanenza dei figli presso i genitori è più corta.
Per quanto riguarda l’uomo,non è quindi solo l’invecchiamento progressivo della popolazione e l’attuale momento di recessione(che purtroppo dura da alcuni anni) a porre il nostro Paese in fondo alle classifiche dell’UE sulla natalità,ma anche il fenomeno sociale riconducibile ai “bamboccioni”.
Il rischio di questa realtà? Che si rimanga “figli” a lungo.

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