Il dittatore dello Stato libero di Bananas

Un articolo scritto nel futuro. Come potrebbe andare a finire se non stiamo attenti
Di Mauro Montanari
Roma, ottobre 2013. La politica tradizionale ha mostrato tutta la sua incapacità a risolvere alcuno dei problemi della gente. Il presidente Napolitano se n’è andato sbattendo la porta del Quirinale. Se n’è andato anche il presidente del Senato, Pietro Grasso, asserendo che ne ha le scatole piene e che occuparsi di mafia è più rilassante che occuparsi di politica. È quindi la terza carica dello Stato, la presidente della Camera, Boldrini, a convocare le elezioni nel caos generale. La tensione è altissima. Il presidente della Confindustria, Squinzi, ospite a Matrix, lancia appelli che nessuno ascolta, a parte Crozza, che gli fa il verso il giorno dopo per il suo accento di Cisano Bergamasco, e tutti ridono, mentre il povero Squinzi insiste: guardate che siamo tutti nella cacca. E Crozza: hai sentito Giovanni? Siamo tutti nella “zazzaa” Ah! Ah! Ah! La risata è generale, mentre la campagna elettorale finisce a la gente vota. Chi? Chiederete voi. Beh, certo qualcosa di nuovo. La gente non ne può più delle solite facce di ladri e della politica vecchia.
Infatti, il Pdl presenta Roberto Formigoni, Nicole Minetti e Daniela Santanché, mentre il Pd risponde con la gioventù: Franco Marini, Rosi Bindi e il suo asso nella manica: Romano Prodi. Ora -si chiede in un corsivo il Corriere della Sera: come si fa a votare Roberto Formigoni senza avere conati di vomito come quando si mangia pesce avariato? Il Pdl raccoglie la sfida politica e mette a disposizione ad ogni cabina elettorale cestini per il vomito con la scritta: vota Formigoni! mentre Berlusconi tenta la grande rimonta comprando Mazzi al Milan, Ronaldo alla Roma e Maradona la Napoli. Ospite di Porta a porta, in uno spettacolare Contratto con gli italiani, promette la riapertura delle Case chiuse e un buono gratuito ad ogni maschio per un lupanare a scelta. Per le signore, un telefilm con George Clooney. Ma non serve. L’elettore ha mangiato la foglia e stavolta cambia pagina e vota in massa Beppe Grillo. È un’ovazione. Beppe! Beppe! Salvaci tu!
Il primo discorso in Parlamento di Beppe è storico: “Con la maggioranza che ho ottenuto, potrei fare di quest’aula sorda e grigia un bivacco di manipoli”. Antonio Razzi, che siede accanto a Scilipoti è perplesso. “Che vuol dire manipoli?”, ma Scilipoti non lo sa neppure lui, tuttavia si alza e applaude. Bravo!!!! Anche Razzi si alza e applaude. Bravo!!!!! Sono proprio loro due, infatti, i primi dell’Opposizione ad abbracciare la nuova fede grillina che di lì a poco contagerà tutto il Parlamento. Per premio, saranno subito nominati, insieme a Daniele Cappezzone, che si è proposto da subito come portavoce, membri del costituendo Gran Consiglio del Grillismo.
Intanto in Parlamento prosegue il discorso di Beppe. Usciremo dall’Europa. Basta con questi culoni che ci controllano i conti. Adesso i conti ce li controlliamo da soli. Banane e asparagi per tutti. Batteremo moneta e la chiameremo proprio il Banano. E vaffan****!
L’ovazione. Viva Beppe! Il Parlamento è in giubilo, la piazza anche! Viva Beppe! Nelle case, nelle strade, ovunque… si sente soltanto: Viva Beppe! Intanto il ministero del Tesoro dà già le istruzioni alla Banca d’Italia di stampare i primi Bananos. Le previsione che a Otto e Mezzo, su La7, il ministro del Tesoro, Vito Crimi, fa, sono semplici. Se un italiano –dice Crimi- ha comprato ieri un immobile per 100.000 euro, domani potrà rivenderlo per un milione di Bananos. Il guadagno è netto. Di più. Se un cittadino oggi compra un chilo di pane per 10mila Bananos, domani potrà rivenderlo anche raffermo, magari al mercato nero, per 50mila Bananos o anche più. Il ragionamento è chiaro e lo capisce perfino Lilli Gruber, la quale, infatti, viene definita dal ministro Crimi “una brava giornalista”.
Intanto, in una riunione congiunta, il nuovo presidente della Repubblica, Beppe Grillo, il nuovo Capo del Governo, Beppe Grillo, e il leader dell’Opposizione, Beppe Grillo, prendono una decisione comune per una riforma radicale dello Stato nell’interesse del Paese. Il Parlamento è pieno di ladri e non serve più, e viene sostituito con una Camera delle Corporazioni grilline, che comincia i suoi lavori da subito, mentre anche Michela Brambilla, nel frattempo, ha abbracciato la fede grillina e chiede di rappresentare le donne nel Gran Consiglio del Grillismo, incontrando in questo, però, l’opposizione dura di Razzi, il quale, avendo ancora il mutuo da pagare, chiede una contropartita, se possibile in franchi svizzeri: “Io penso ai ca**i miei, mi serve la pensione!”
Questa locuzione storica, che Razzi aveva già pronunciato ai tempi della Seconda repubblica, viene ripetuta con ostinazione nelle trattative con Michela Brambilla, che rilancia offrendo uno scambio in natura; ma a quel punto anche Capezzone vuole la sua parte per il bene dello Stato. E qui è costretto ad intervenire il presidente del Gran Consiglio, Beppe Grillo, che nomina la Brambilla ministro per il Turismo per togliersela dalle scatole, e perché comunque al Turismo tanti danni non li può fare (la storia si incaricherà di notificare quanto aveva torto!).
Intanto la riforma dello Stato va avanti speditamente. Il responsabile dell’esercito, capo di Stato maggiore, generale Beppe Grillo, propone attraverso il Ministro della Difesa, Beppe Grillo, che tutti i soldati indossino le scarpe da tennis e la giacca a vento, mentre il saluto militare è sostituito con il grido: Vaffan***. L’esempio è seguito subito da Marina ed Aviazione.
I lavori del governo Grillo proseguono senza sosta. Uno dei primi provvedimenti è l’abolizione delle provvidenze per la stampa. A meno che i direttori dei giornali non si presentino in ginocchio di fronte al presidente dell’Autorità per l’editoria, Beppe Grillo, pronunciando ad alta voce la formula: “Beppe ti amo; fai di me quello che vuoi”
Non ci crederete, ma eccoli tutti là i direttori in fila. Ultimi arrivano i direttori dei giornali per l’emigrazione, qualcuno dei quali cerca persino di lavargli i piedi, consapevole del particolare rischio che corre. Infatti le dichiarazioni del governo in proposito sono chiare. L’emigrazione non esiste. Chi va all’estero lo fa soltanto per turismo o per scoprire cose nuove, come Cristoforo Colombo. Non certo per lavoro, visto che in patria ce n’è più che a sufficienza. Gli italiani stanno bene. Basta guardare i ristoranti che sono sempre pieni!.
Intanto il Banano ha preso completamente il posto della vecchia innominabile moneta. Ma qualcosa sembra non andare per il verso giusto. Il ministro dell’Economia, Crimi, è definito nel Blog ufficiale del Movimento: “un cretino!” e viene sostituito. Il nuovo ministro, Beppe Grillo, viene invitato da Lilli Gruber a Otto e mezzo, su La7, per spiegare le nuove linee di politica economica. Senza attendere la domanda, il nuovo ministro esordisce: “Chi pensa che il nostro Banano debba fluttuare in un serpente monetario insieme alla Dracma greca e allo Sloto polacco, è solo un morto che cammina!”. Lilli Gruber è visibilmente affascinata dall’eloquenza del ministro, che così continua: “ Noi dobbiamo interrompere l’inflazione del nostro Banano con un decreto. Faremo riferimento ad una moneta forte come la Sterlina, e porteremo il Banano a quota 90. Novanta Bananos per ogni Sterlina!”
Il ragionamento è così semplice che anche Lilli Gruber è in grado di capirlo. Non a caso viene definita dal ministro: “una giornalista attenta e intelligente!” …
(Ps. Il nostro articolo finisce qui per mancanza di spazio. Se volete sapere come potrebbe andare a finire, date un’occhiata ai libri di storia)

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