Riflessioni sul finanziamento pubblico ai partiti

Luca Lauro – Staff Comitato Giuseppina Bonaviri candidata Sindaco di Frosinone

La spinosa questione del finanziamento pubblico ai partiti politici ha imperversato nelle pagine dei media come nei discorsi della gente nelle ultime settimane, invertendo l’ordine naturale delle cose come questione economica prima ancora che democratica, in un momento in cui agli italiani vengono richiesti sacrifici economici importanti e per alcuni, difficilmente sostenibili.

In effetti la sovvenzione di denaro pubblico a determinate associazioni di cittadini ha un punto di frizione con la disposizione dell’articolo 49 della Costituzione dove con “Tutti i cittadini hanno diritto di associarsi liberamente in partiti per concorrere con metodo democratico a determinare la politica nazionale” si parla di perfetti gentiluomini, pronti a rinunciare a qualcosa del proprio tempo e delle proprie risorse a favore dell’interesse collettivo e non certo per sfruttare la posizione pubblica occupata per disporre, senza l’opportuna pubblicità, dei soldi erogati ai partiti, compresi quelli che non sono più rappresentati in Parlamento.

E’ vera l’affermazione che se queste associazioni non avessero risorse la stabilità democratica potrebbe essere minacciata, ma solo a condizione che tali risorse siano impiegate per coinvolgere il numero più grande possibile di cittadini nella vita democratica del Paese, come l’art. 49 auspica, per cui il finanziamento pubblico ai Partiti ha un senso positivo se il suo scopo esclusivo è quello di coinvolgere, con i mezzi e le modalità idonee e adeguate a tal fine, i cittadini nell’arena politica, dando loro la possibilità, anche tramite internet virtualmente da casa o in uno stadio dove riunirsi fisicamente e comunicare tutti insieme, di esprimere e confrontare il loro pensiero politico democraticamente e allo stesso tempo consentendo ai cittadini di avere i mezzi per esercitare sempre un controllo democratico di chi li rappresenta.

Solo in questo senso e a condizioni di massima trasparenza, il finanziamento pubblico dei partiti è uno strumento fondamentale di democrazia e va adeguatamente mantenuto senza sprechi aggiornandolo in modo che la legge agevoli il controllo democratico dei cittadini citati nell’articolo 49, percui tale norma deve prevedere che:

1) tutte le fasi che vanno dall’autorizzazione del finanziamento a beneficio dei partiti, fino agli atti di disposizione delle spese di impiego devono essere considerati pubblici e come tali avere il requisito della trasparenza; tali atti devono essere pubblicati e conoscibili da parte di tutti i cittadini, compresa la responsabilità delle persone che sono incaricate di compierli che deve essere individualmente estesa in solido con il capo della segreteria di partito, che in caso di malaffare accertato del singolo ‘tesoriere’ sarà comunque estromesso da tutte le cariche pubbliche presenti e future, in quanto garante democratico della partecipazione dei cittadini tramite il suo partito, obiettivo che egli ha fallito nonostante la bontà delle sue idee;

2) la legge deve annualmente predeterminare l’importo da assegnare globalmente ai partiti, ma allo stesso tempo i contribuenti cittadini italiani, in un’ottica di controllo democratico devono poter esercitare annualmente il diritto di scelta del partito a cui devolvere parte delle proprie tasse, e solo per la parte di importo globale non coperta da tale scelta dei cittadini contribuenti, l’assegnazione dei fondi potrà avvenire in base alla capacità di rappresentanza del partito secondo le regole attuali; in tal modo i cittadini anche con il finanziamento e prima della scadenza dei termini di mandato elettorale avranno la possibilità di esercitare un robusto controllo sui loro rappresentanti, non solo sanzionandoli in caso di insoddisfazione del loro operato, ma eventualmente premiando il partito politico che si sia distinto avendo bene operato dentro e fuori dal Parlamento, semplicemente indicando nella propria dichiarazione dei redditi tale partito come destinatario del finanziamento.

Con la crisi anche i meccanismi di finanziamento elettorale vanno adeguatamente e rapidamente aggiornati nel rispetto dell’articolo 49 della Costituzione e dell’onestà dei cittadini che delegano con fiducia ai partiti la facoltà e le modalità di coinvolgerli in politica.

www.bonaviriafrosinone.wordpress.com

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