IL PROGETTO PIE E LE QUATTRO RISERVE INDIANE, CAPITANATE DAI 18 ELETTI ALL’ ESTERO, SPARSE PER IL MONDO

“Dal 2001, ho un sassolino nella scarpa, che oggi, vorrei togliermi in toto, al costo di essere definito dai miei confratelli all’ estero: un rinnegato”.

Conscio di perdere ulteriori lettori all’ estrero, dico senza mezzi termini, che se l’ attuale legge elettorale nazionale fu definita porcellum, la legge sul voto all’ estero ( 459/2001) fu un “mitraglium”. L’ errore fatto dall’ allora On. Tremaglia e centro destra (con tutto il rispetto parlando , pace all’ anima sua) , fu quello di abbinare al voto postale anche le circoscrizioni estere. L’ anomalia costituzionale, non era quello di garantire la rappresentativita’ anche agli italiani all’ estero, ma quello di accorciare le distanze residenziali, garantendo il voto attivo/passivo a tutti gli italiani, in qualsiasi stato risiedessero, superato appunto con il voto postale. Noi del Progetto Pie, al riguardo, siamo gli unici ad avere le idee chiare, ritorno al voto attivo/passivo, a tutte le tornate elettorali ( sancito dal primo comma dell’ art. Cost. 48), via postale o elettronica, con l’ obbligo di inserire nelle liste, una quota estera, in proporzione degli iscritti al registro elettorale. Le modalita’ non spettano a noi stabilirle, ma al parlamento, comunque siamo pronti al dialogo con tutti!

Carmine Gonnella ( Progetto Pie) Londra

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