Non sono d’accordo nel votare un provvedimento che mette sui piຠdeboli lo sforzo piຠgrande, riservando ai ricchi i loro benefici senza alcun sacrificio.

Siamo consapevoli che il suo govemo deve affrontare la situazione odiema con drammatiche misure che dovrebbero essere attuate in base ai principi dell'uguaglianza e dell'equitá.
In questi momenti difficili della storia d'ltalia credo chc per risolvere queste difficoltá ci sia un grande bisogno di una riflessione serena e pro fonda in modo tale che la nostra responsabilitá come parlamentari della Repubblica sia trasparente davanti agli italiani.
Ed é in questo contesto, Signor Presidente, che, con la responsabilitá della quale parlavo e secondo la mia coscienza, non ho accompagnato con il mio voto il suo programma economico.
Mi permetta di sottolineare che, pur riconoscendo l'enorme bisogno di prendere queste misure, non riesco a vedere l'equilibrio necessario nella spartizione equa dei sacrifici chiesti ai nostri concittadini. Ancora una volta, sono i lavoratori, i giovani senza impiego, i pensionati, il sistema sanitario e l'educazione i settori piú colpiti.
Risulta, a mio avviso, incomprensibile la posizione, sia della sinistra rappresentata basilannente dal Partito Democratico che della destra con il Popolo della Liberta, che vede queste due forze politiche contrapposte votare una manovra che danneggia i nostri fratelli italiani che li hanno
onorati con i loro voti.
Intanto, i piú beneficiati sono i settori piú potenti dell'economia che . accompagnano appena 10 sforzo generale.

Come Lei potra ben capire, non sono d'accordo nel votare un provvedimento che mette sui piú deboli lo sforzo piú grande, riservando ai ricchi i loro benefici senza alcun sacrificio.
E' ovvio che non si puó continuare ad applicare delle misure forti SUI settori piú deboli che provocano l'aumento della disoccupazione soprattutto tra i piú giovani, che sono il futuro della nostra societá.
Credo che questi programmi di austeritá non saranno mai efficaci se la conseguenza di taluni sará quella di far patire lacrime e sangue ad una popolazione giá in difficoltá. Questo, sicuramente, portera a piú disoccupazione, ad un tasso ancora piú alto di bisognosi, ameno fondi per la sanitá pubblica e per l'educazione.
Mi chiedo come sia possibile che un gruppo di tecnici non abbia pensato nemmeno ad un sussidio a favore delle famiglie che restano senza lavoro. Sembra, invece, che abbiano pensato piú a dare i sol di alle banche anziché rincuorare la gente per incentivare il consumo e far ripartire l'economia.
lo, davanti a coloro che mi banno votato e di fronte alla mia responsabilitá storica, voglio restare con la coscienza serena non partecipando a questa irreparabile ingiustizia .
Se con questo suo provvedimento non si arrivasse a resultati soddisfacenti per tutti gli Italiani, che Lei renda conto davanti a Dio e alla Patria.-
Grazie.

Senatore Esteban Caselli

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