SALVA-FININVEST RITIRATA, MA LA MANOVRA RESTA PESSIMA E DOBBIAMO VOLTARE PAGINA

Berlusconi è stato messo all’angolo sull’emendamento pro-Fininvest e, ritirandolo, ha fatto il suo dovere solo perché vi è stato costretto, come il ladruncolo colto con le mani nella marmellata che per la vergogna restituisce il maltolto. Il premier deve piuttosto togliersi i ridicoli panni del giudice di se stesso, perché sappiamo che continuerà ancora a governare solo per scansare i processi e curare i suoi interessi personali. Basti pensare che il premier ha ritirato il suo ‘salvatasche’ ma ne ha difeso la legittimità: non vale la pena di cantare vittoria, da un Governo presieduto da Silvio Berlusconi possiamo solo aspettarci nefandezze come confermato dai contenuti della manovra. C’è solo un’unica soluzione: mandarlo a casa e sostituirlo con un Governo forte, coeso, credibile.

Per questo dobbiamo lavorare con convinzione alla coalizione di centrosinistra, altrimenti il Paese continuerà a soffocare nelle sabbie mobili del conflitto di interessi e solo i comitati di affari e le lobbies di ogni genere potranno trarre vantaggi da chi governa per alimentare poteri finanziari più o meno occulti. Sono saltati gli schemi, ormai si propongono norme che non hanno nulla di politico. Prendiamo la manovra finanziaria. Anche senza la ‘salva-Fininvest’, resta un pessimo provvedimento, pieno zeppo di iniquità e vessazioni devastanti per il Paese: aumento dell’età lavorativa e diminuzione delle pensioni, tagli gravissimi a scuola e sanità, batosta ai dipendenti pubblici, famiglie e piccoli risparmiatori, aumento delle tasse e riduzione dei fondi per i servizi essenziali insieme a grandi favoristimi alle caste privilegiate.

Una manovra che scarica sul prossimo Governo l’aggiustamento dei conti pubblici, mettendo così un’ipoteca sul futuro del Paese, e fa pagare alle fasce sociali più deboli l’incapacità dell’Esecutivo di affrontare la crisi. Per questo scempio sono piovute critiche da sindacati, industriali, enti locali, partiti di opposizione anche membri della maggioranza. Alla fine chi si salva sono solo gli allevatori del Nord, con l’ennesimo abbuono delle multe sulle quote latte, e la casta della politica, con il mantenimento di quei costi assurdi che noi proponiamo di sopprimere, cominciando ad esempio con le Province. Alla faccia del partito degli onesti e della Lega contro “Roma ladrona”!

La maggioranza è ormai la caricatura di se stessa: l’opposizione però non deve perdere la bussola. Ieri purtroppo è stata decisiva l’astensione del PD proprio sulla proposta dell’Italia dei Valori di abolire le Province: continueranno così gli inutili sperperi di denaro pubblico per la gioia della Lega ‘poltrona’ e della cricca berlusconiana. Noi abbiamo proposte concrete per tagliare i costi della politica, combattere l’evasione, rilanciare lo sviluppo e allentare la morsa di tassazione e rincari che grava sulle spalle dei cittadini. Noi dell’IdV abbiamo in mente un governo diverso e migliore di questo: speriamo che chi ama i cittadini ci segua, consentendo al Paese di voltare pagina.

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