Liberamente anzi qualunquemente

di Andrea Verde

Mi ero ripromesso di non polemizzare in pubblico con il vulcanico direttore di Italia chiama Italia perché, nonostante non ne condivida da tempo la linea editoriale, resto legato da un profondo affetto nei confronti di chi, primo fra tutti, mi tese la mano in un periodo molto difficile in cui parecchie persone mi evitavano come la peste a causa delle ben note vicende.

Non saranno quindi un paio di articoli scanzonati ed ironici a scalfire la mia amicizia con Ricky Filosa e con i lettori di Italia chiama Italia.
Non ripetero’ cose già dette, né tornero’ a parlare del mio passato, che evidentemente rappresenta un incubo piu’ per altri che per il sottoscritto.

Marianna Mascioletti sulle colonne di « Libertiamo », portale on-line vicino alle posizioni di Benedetto Della Vedova, tempo fa, replico’ al sottoscritto, reo di aver difeso Berlusconi dalla campagna bigotta ed ossessiva promossa dalla sinistra, con un articolo critico ma estremamente colto e raffinato, evitando di usare argomenti dozzinali degni della peggior dietrologia (gli accenni al mio passato).

Pretendere che gli attuali portali degli italiani all’estero possano usare lo stesso metro e possano interloquire con la stessa autorevolezza é cosa ardua, ma bisognerebbe almeno evitare di trasformare risentimenti e frustrazioni personali in risse strapaesane.

Occuparsi degli italiani all’estero ?
Volentieri, ma partendo dal presupposto che non siamo una razza in via d’estinzione, né tantomeno un fenomeno da baraccone e che l’immagine del vecchio emigrante con la valigia di cartone, appartiene al passato remoto.

Chi rappresenta oggi gli italiani all’estero ? Il Cgie dei dinosauri dell’emigrazione ? i Comites ? I manifestanti di Francoforte ? Mavalà ! (non me ne voglia Ghedini se prendo in prestito la sua celebre espressione).

Gli italiani all’estero, dal mio personale punto di vista, sono ben integrati nelle società in cui vivono; parlano fluentemente le lingue straniere ed hanno a cuore problemi ben piu’ importanti che le beghe del Cgie sulla chiusura di una o piu’ sedi consolari.

Picchi e Fantetti, sempre a mio modesto avviso, rappresentano degnamente le aspirazioni di chi vuole essere rappresentato in maniera diversa, moderna, autorevole.
Gli esempi ? Le lettere ai giornali stranieri in difesa di Berlusconi, i rapporti con i conservatori inglesi, i gollisti francesi, i popolari tedeschi, l’attività parlamentare degli stessi e la loro presenza sul territorio.

Guglielmo Picchi e Raffaele Fantetti hanno riscosso attestati di stima per la loro attività sia in Italia, sia all’estero; i loro interventi sono stati ripresi da giornali nazionali, agenzie stampa, radio e televisioni.
Gli unici a non essersene accorti sono i cosiddetti portali degli italiani all’estero; semplice dimenticanza o preciso calcolo politico ?
Per altri portali conosco la risposta ma per Italia chiama Italia no.
Cosa devo pensare ? Che l’autorevolezza di un politico si misura dagli spazi pubblicitari acquistati ? Che la presenza di un banner pubblicitario garantisca automaticamente lo « status » di statista ? Banner pubblicitari usati come le indulgenze ai tempi di Lutero ?
A pensar male, diceva Andreotti, si fa peccato ma si va vicini al vero.
Chissà che non abbia ragione l’on. Guglielmo Picchi, che in un post su facebook scrive: « la stampa Italia all'estero? alcuni giornalisti bravi e preparati altri pronti a vendersi per pochi euro…ma bisogna continuare a dargli contributi? per me no! »
Ovviamente l’amico Ricky Filosa é libero di continuare la sua personale battaglia contro i mulini a vento e io continuero’ a volergli bene lo stesso.
Non a caso le nostre strade si sono divise; liberamente anzi qualunquemente !
Con l’affetto di sempre
Andrea Verde

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