Berlusconi non poteva che vincere con questi soggetti

Pierferdinando Casini, Gianfranco Fini, gli archetipi del moto perpetuo politico del trasformismo divenuta arte che chiamano più semplicemente politica. Saremmo veramente degli ingenui se ci bevessimo il cervello facendoci ipnotizzare da questi che erano giovanottini quando cominciarono e purtroppo per noi saremo costretti a sorbirceli anche da decrepiti per altri trent’anni. Ambedue i fuoriclasse sono divenuti Presidenti della Camera dei Deputati. Ma quando mai avrebbero potuto raggiungere questi risultati se non fosse stato per Berlusconi? L’uno incarnazione della Democrazia Cristiana sbaragliata nella cui anima rivivono i fantasmi e le ossessioni di una intera epoca impastata a bigottismo clericale della peggiore risma. L’altro fascista “benemerito” pentito e trasformato traballante su trampoli di rinnovamento presunto per potersi accreditare nei riguardi del mondo intero per emergere e divenite quello che oggi è ma per saperlo bisognerà chiedere alle sfere di cristallo. Opposizione? Certo Antonio Di Pietro, il protagonista sempre davanti alle telecamere con quelle frasi strozzate tra l’epiglottide ed il palato, con la sua smania di protagonismo sempre in piedi con i suoi comizi violenti alla Camera sempre in prima fila come una ballerina di danza classica, ma gli altri dove sono? Anni di opposizione che non gli sono serviti ad aumentare di una sola unità il suo elettorato anzi ne perde pezzi consistenti per strada. Tonino Leader maximo senza rivali ruba la scena e scrive sentenze (ancora?). Facendo un piccolo, ma piccolissimo salto a sinistra chi troviamo? Una accozzaglia di predicatori monotoni un affrancato (almeno così sembra) dal camice da chierichetto come Franceschini ed un Bersani che invece dalla sua cella monacale incita a pregare il Signore. Ma come avrebbe fatto Berlusconi a perdere con questi elementi sulla piazza? Tutti oggi dicono che la fiducia del 14 ultimo scorso non gli serve a nulla. Veramente? Veramente dobbiamo credere ancora una volta a questa stupidaggine propagandistica? Berlusconi ha vinto ed ha vinto alla grande in un momento in cui ferito a morte quasi in procinto di esalare l’ultimo respiro si è rialzato, ha affrontato il suo avversario e lo ha sconfitto. Ci dicono che questo non significhi nulla? Carini, infelici avrebbero voluto piangere tutti insieme invece su di una sconfitta globale contro un Berlusconi pieno di coltelli piantati ovunque. E’ come se Giulio Cesare pugnalato e trafitto innumerevoli volte, ad un certo punto si fosse rialzato, avesse fatto fuori tutti i suoi assassini ed avesse avuto anche la forza di picchiare a sangue il brutto Bruto.
La fiducia ottenuta ultimamente significa avere ripreso il coltello dalla parte giusta ed il pallino del gioco ancora saldo nelle sue mani. Significa che qualunque cosa succederà nessuno potrà pensare a soluzioni che lo mettano fuori squadra. Significa che qualsiasi governo si prospetterà per questa legislatura non si potrà fare a meno di riconsegnare a lui il timone. Tutto ciò se non deciderà di trascinare l’allegra compagnia di cui sopra a nuove elezioni quando deciderà opportuno vincendole ancora una volta. E questi ci vengono a dire che Berlusconi ha perso?

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