Lettera aperta al Dr. Renzo TONDO Presidente della Giunta Regionale del Friuli Venezia Giulia. e p.c. alle istituzioni, alla stampa, agli emigrati

Premessa generale:
Chi segue con attenzione l’attuale dibattito politico e intellettuale italiano e regionale può osservare che si va affermando l’idea che l’Italia, una delle maggiori potenze del mondo capitalista, non debba più avere un ruolo passivo nel contesto internazionale ma anzi, debba cercare di accrescere la sua forza e la sua influenza sia all’interno del mondo globalizzato sia all’interno delle strutture di potere della Unione Europea. La risposta non si può esaurire in poche righe ma si possono offrire spunti di riflessione sui quali tutti, istituzioni comprese, sono invitati a intessere un ragionamento sulla riscoperta del problema degli italiani in generale e dei friulani in particolare, che si trovano all’estero e dei loro discendenti.
Troppo spesso si sono ricercate soluzioni in un ottica di contrapposizione tra locale e globale, interpretando con diffidenza tutto ciò che è ”estraneo” ed “esterno” rispetto a ciò che è noto, conosciuto, collaudato ovvero “interno” al sistema.
Relazionarsi con una pluralità di dimensioni, richiede uno sforzo non indifferente perché scompagina gli equilibri raggiunti. Il globale e il locale, sempre di più vanno verso una loro complementarietà. Secondo questa necessità, fra i fattori capaci di rafforzare globale – locale, sarebbe la mobilitazione della diaspora italiane e nel nostro caso quella friulana.
In altre parole, milioni di italiani, friulani, veneti, siciliani ecc. che vivono all’estero sarebbero uno strumento di primo ordine per la creazione di un COMMONWEALTH italiano basato sulla articolazione regionale, dove il Friuli poterebbe avere un ruolo determinante per la sua storia che è indissolubilmente legata all’emigrazione del suo popolo, per l’espansione della forza economica e politica della nazione italiana e della nostra regione.
Fin dall’800 lo Stato Italiano ha cercato di utilizzare l’emigrazione come un’arma per superare le sue deficienze economiche.
Oggi c’è bisogno di una politica regionale nei confronti degli emigrati e discendenti, molto attenta e di una ricerca rivolta maggiormente al rapporto fra emigrazione e politica regionale.
Dobbiamo riportare il problema migratorio al centro del dibattito culturale, economico, istituzionale, antropologico e linguistico, al fine di potenziare l’influenza friulana in ogni parte del mondo. Il dibattito deve seguire una intermediazione attraverso il pluralismo delle posizioni del mondo associativo regionale, per una vera politica di progettazione, questa si da premiare e riconoscere.
Una nuova progettualità per migliorare l’espansione della nostra regione nel mondo è vitale non solo per noi ma per l’intero paese.
Espansione in ogni senso: morale, politica, economica, culturale, ecc.
Riteniamo che i friulani debbano assumere piena coscienza del valore della loro cultura, che si lega alla lingua, ma anche ad un insieme di comportamenti, che ne fanno una realtà quasi unica nell’universo in Italia. Il valore dell’impegno, della concretezza, del rispetto delle regole, della solidarietà, rappresenta la base di una identità nel dialogo internazionale, in una corsa piena di ostacoli verso la moderna mondializzazione che vede una ridefinizione troppo veloce e troppo radicale dei nuovi centri e delle nuove periferie economiche mondiali.
La piattaforma sulla quale impostare questo lavoro sarà necessariamente una nuova interpretazione della diaspora friulana, una nuova ed integrata articolazione dei dipartimenti regionali, al fine di generare un circolo virtuoso sia per i soggetti che la costituiscono, sia per il sistema dal quale essi provengono, nella consapevolezza che questa visione dei rapporti tra soggetti, istituzioni e ambiente d’origine può essere una eccellente strategia per potenziare il dialogo nei rapporti internazionali.

Dalla nuova Giunta Regionale un nuovo riconoscimento ai corregionali emigrati.
E' in atto una ricomposizione delle funzione attribuite alle deleghe da affidare alla Giunta che Lei, Presidente Tondo guida, volendo così dare più organicità ed efficienza alla struttura regionale e operare qualche risparmio economico tanto necessario in questi tempi.
La nostra associazione, sempre attenta agli atti che si ripromettono un miglioramento delle condizioni culturali e socio-economiche dei friulani residenti, ma sopra tutto di quanti operano, in vario modo, fuori dalla nostra Regione, in Italia come in Europa o negli altri Continenti, si propone con questa iniziativa, di dare un piccolo, ma significativo contributo alla scrittura della nuova organizzazione regionale.

Il punto di partenza è per noi determinante: l'emigrazione non deve essere considerata una spesa da sostenere, ma un investimento.

Perchè ciò si possa verificare, bisogna che Lei operi con coraggio e forza nel modificare alcune obsolete abitudini che si sono annidiate tra le pratiche regionali. Innanzi tutto rivedendo le tipologie dei progetti fin qui finanziati per giungere, al termine di una appropriata rivisitazione, anche ad una nuova scrittura della Legge Regionale in materia (L.R. 7/2002).
Ma fin d'ora sarà fondamentale considerare il problema da posizioni nettamente diverse: la politica dei Corregionali all'Estero non potrà essere gestita da un dipartimento che tratta questo settore congiuntamente alla cultura e alle identità linguistiche e che non comprenda anche i rapporti internazionali, l'istruzione, l'università, le politiche giovanili e le pari opportunità, il turismo, la produzione artigianale e industriale, il commercio estero ecc. ecc..
Bisogna trovare uno strumento nuovo nell'organigramma e negli obiettivi della Sua giunta, che permettano il continuo dialogo e la collaborazione tra e con le diverse parti della macchina Regione con compiti di coordinamento e promozione, dove si possano valutare più serenamente i progetti presentati, controllare i risultati e i benefici raggiunti.
Le diciamo questo in quanto da sempre ci rendiamo conto che questi nostri corregionali rappresentano circa 2,5 milioni di cittadini che hanno rapporti con la Regione che Lei presiede e molti di loro si/ci chiedono dove sia l'Ente Regione nei rapporti di reciproco interesse.
Le inviamo la presente con fiducia, conoscendo il suo personale interessamento nei confronti delle tematiche legate all'emigrazione, sopra tutto dopo le testimonianze raccolte dalle recenti missioni all'estero (Brasile e Argentina), quindi convinti di interloquire con una persona capace e lungimirante.
Spero non si meravigli di questa missiva, essa Le giunge dalla organizzazione più piccola e che opera solitamente con e per i rimpatriati. Ma siamo anche coloro che, proprio perchè abbiamo provato cosa significhi emigrare sulla nostra pelle, vogliamo essere ancora una volta a fianco dei nostri corregionali emigrati e ad essi vincolati, quasi come il pilone di un lungo ponte posto sulla sponda friulana, nel quale gli emigranti trovano un interlocutore che li ascolta e comprende: forse saremo gli unici a farlo, tra il romantico e l'illusorio, ma lo facciamo in modo convinto e deciso.

p.Consiglio Direttivo della Clape – Friûl dal Mont
Il Presidente Gianpaolo Della Schiava

Udine, 21 settembre 2010

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