"140 anni da Porta Pia: Alemanno e Berlusconi contro la storia"

Autore Nicola Tranfaglia

Il programma per commemorare, dopo 140 anni, la breccia di Porta Pia e la conquista di Roma per farne la capitale del regno è imponente.
Il governo Berlusconi e il sindaco di Roma Alemanno hanno indetto centinaia di mostre e di visite guidate ai monumenti della capitale ma hanno deciso di festeggiare tutto con il cardinale Tarcisio Bertone segretario di Stato Vaticano come se la Chiesa cattolica fosse protagonista di quella presa di Roma invece che essere quella che alla conquista si era opposta per difendere il potere temporale della Santa Sede.
E questo modo di ricordare il 20 settembre 1870 è contro la storia d’Italia, mescola insieme l’alleanza della destra berlusconiana con il Vaticano per ragioni politiche con una realtà storica che vide divisi i fondatori dell’Italia liberale rispetto allo stato pontificio.
Noi dell’Italia dei Valori siamo per la difesa della laicità dello Stato e della grande formula di Camillo Benso di Cavour che già allora diceva: ”Libera Chiesa in Libero Stato”.
Ma dobbiamo aggiungere anche che la nostra costituzione proclama la laicità dello Stato e afferma che tutte le religioni sono eguali e da rispettare nella società italiana.
Non è un caso certo che il governo Berlusconi come il sindaco Alemanno adottino un modo di festeggiare la ricorrenza del 20 settembre in una maniera che è profondamente contraria al suo significato storico e vogliano dividere con i rappresentanti dell’ex stato pontificio il senso della giornata.
Questo governo in effetti pratica una politica che anche nel campo dei rapporti tra Stato e Chiesa
è in evidente contrasto con la costituzione repubblicana e ha completamente accantonato il carattere laico del nostro Stato e pratica una politica subalterna al Vaticano per avere l’appoggio politico della Santa Sede.
E questa politica si collega di fatto alla politica del regime fascista che, sempre per ragioni immediate di politica interna, interruppe la politica di separazione tra Stato e Chiesa svolta dai governi nel periodo liberale.
Nacque allora il Concordato del 1929, poi rinnovato da Craxi nel 1988 che dà alla Chiesa, finanziamenti e prerogative che sono più tipiche di una chiesa ufficiale che di una religione come quella cattolica praticata dalla maggioranza degli italiani ma collocata su un piede di parità con tutte le altre religioni dal dettato costituzionale.
Ora i pasticci combinati da questo governo e da una giunta comunale compiacente come quella di Alemanno a Roma mescolano ancora di più le carte e confondono il necessario rispetto della fede cattolica e della religione che ne deriva con l’idea balzana di festeggiare la breccia di Porta Pia e la conquista di Roma capitale con la fine del potere temporale dei Papi, insieme con i rappresentanti dello Stato Pontificio che fu il soggetto sconfitto di quella guerra.

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