LA SEMPLICE SOLENNITA’ DI UN RITO

Giuseppe Tomasi di Lampedusa, noto in Italia soprattutto come autore de Il Gattopardo, è stato fin dalla sua giovine età un appassionato di letteratura inglese. Ci ha lasciato una storia della letteratura inglese raffinata ed affascinante. Cito ora un pensiero da un brano iniziale di questo testo, che mi pare una ottima introduzione ad una recente cerimonia svoltasi a Londra. Dice G. Tomasi in uno dei capitoli iniziali che c’era un popolo, in un isoletta del nord Europa, ricco del senso della home, cioè della casa e della patria da difendere a tutti i costi, del senso dell’umorismo, humor, e di eeriness, senso del fiabesco.
Mi è rivenuto in mente questo passaggio quando ho visto sulla BBC news of the world, la diretta della cerimonia delle dimissioni dell’ex Primo Ministro Gordon Brown e dell’insediamento del nuovo, David Cameron,43 anni, al numero 10 di Downing Street. L’elezione di quest’anno ha dato risultati sorprendenti, nessuno dei due partiti tradizionali, il Conservatore ed il Labour ha raggiunto la maggioranza necessaria per governare. Pertanto il partito Conservatore, guidato da David Cameron pur essendo riuscito primo, ha dovuto fare un governo di coalizione con il partito dei Liberal Democratici, guidato da Nick Clegg, anche lui 43 anni, per la prima volta dopo decenni.
Secondo me in questa circostanza home, patria, humor e fiabesco c’erano a piene mani.
La cerimonia si è svolta nella zona di Londra che va dal numero 10 di Downing Street alla residenza di sua maestà Queen Elisabeth II, sullo sfondo di tanto in tanto le telecamere riprendevano il palazzo del Parlamento. Queste le homes, stupisce nella sua semplicità la prima dimora, quella del Primo Ministro, una facciata come tante altre a Londra in Inghilterra, più solenne e maestosa la residenza reale. Sedi del potere politico centrale, quello che rappresenta i cittadini, uniti, pur nelle profonde differenze sociali ed economiche, dall’orgoglio dell’appartenenza ad un sistema democratico e civile e dalla fiducia nei loro rappresentanti al parlamento ed al governo.
Il fiabesco, il sogno, sta nella città di Londra, nella zona in cui si è svolta la cerimonia. Viali ampi, bordati da alberi dalle antiche e diffuse chiome di un fresco verde tenero appena mosse dal vento. Ma soprattutto ampi, veramente ampi spazi verdi tra un fabbricato e l’altro, miglia quadrate di prati verde brillante, perfetti, non un filo d’erba fuori posto. Le divise militari davano il giusto tocco di rosso, sul grigio asfalto del lastricato. Lo scorrere tranquillo del traffico nonostante gli spostamenti in corso, fra quel verde abbondante e rilassante è una fiaba, se visto dal nostro punto di vista, appartiene al mondo del sogno se pensiamo alla densa e velenosa marmellata di macchine nelle zone del centro storico di Roma.
Poi nello schema di G. Tomasi di Lampedusa c’è lo humor, il sorriso, il buonsenso, la capacità di convivenza civile stemperando le differenze, nella piena accettazione e stima dell’altro. Questo lo hanno mostrato i protagonisti di quel rito semplicissimo e significativo che è il passaggio dei poteri dopo una elezione generale.
Gordon Brown, nel momento di lasciare la residenza di Downing Street, ha pronunciato parole di difesa del proprio operato ed ha augurato ogni bene ai suoi successori. In una Jaguar blu con scorta si è recato poi a Buckingham Palace per offrire le sue dimissioni a Sua Maestà, dimissioni accettate come è stato subito annunciato da un comunicato di quattro righe.
Nello stesso tempo un’altra Jaguar, questa d’argento e senza scorta, si è mossa in direzione del palazzo delle Regina. Sua Maestà ha ricevuto l’ospite di turno, David Cameron, gli ha chiesto se era nella posizione di formare un governo per il paese, avuto risposta affermativa gli ha dato l’incarico di procedere. Escono un nuovo laconico comunicato che annuncia la nomina del nuovo Primo Ministro ed una macchina che si dirige verso la residenza di Downing Street. Lì giunto, il giovane neo Premier con la semplice eleganza di che è abituato a portare la cravatta da ragazzo, e con la voce ferma di un uomo pienamente sicuro di sé e delle sue responsabilità, cortesemente ringrazia il predecessore per l’ottimo lavoro svolto, dà in breve le linee programmatiche del suo governo di coalizione, parla del suo vice, Nick Clegg e, accompagnato dalla moglie incinta di cinque mesi, si dirige verso la porta della sua nuova residenza. Prima di varcare la soglia, si ferma a baciare la moglie, un sogno è divenuto realtà per loro due. Quasi una fiaba per noi, la cerimonia semplice e ricca di tradizioni e civiltà che si è svolta nello spazio di un tardo pomeriggio, alla luce calda del tramonto.
Una home, una patria che è per tutti un esempio di raffinata civiltà ed evoluta democrazia.

emedoro@gmail.com
L’Aquila 13 maggio 2010.

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