Cesare Martucci: "A Firenze ci vogliono facce nuove"

di Vittorio Lussana

Un laico a Palazzo Vecchio, una ‘faccia nuova’ per far dimenticare il decennio scorso, un giovane di formazione liberale. Queste le caratteristiche di Cesare Vincenzo Martucci, 28 anni, fiorentino, dottore patrocinante penalista candidato nella lista ‘Facce nuove a Palazzo Vecchio per Matteo Renzi sindaco’, il quale sta affrontato questa campagna elettorale per le elezioni comunali di Firenze con lo slancio e la convinzione di chi crede che al partitismo delle ultime competizioni elettorali debba subentrare il pragmatismo del comune cittadino, che vuole affrontare i veri problemi politici e amministrativi della città.

Cesare Martucci, innanzitutto perché la scelta del centro – sinistra per Firenze?

“Per due ragioni: perché il centro – destra ‘berlusconiano’ non ha preparato, né ha voluto, né ha saputo costruire in ben quindici anni un’alternativa seria al malgoverno della sinistra, preferendo partecipare agli affari (leciti, si intende) con un’opposizione di comodo e di facciata. In secondo luogo, perché a Firenze questo centro – sinistra sta evidenziando una discontinuità con le precedenti amministrazioni”.

E per questo Renzi?

“Sì, perché ha scompaginato i giochi precostituiti e ha sconfitto, con la sua partecipazione alle primarie, proprio quella sinistra che non ci è mai piaciuta, proponendo un cambiamento rispetto alle Giunte di una Firenze dissestata e disordinata, la cui inefficienza è venuta finalmente alla luce con le dimissioni, le inchieste e le reazioni isteriche basate su querele e ‘catene’ varie…”.

Quali sono le priorità per un governo cittadino che voglia essere efficiente?

“Innanzitutto la mobilità: la soluzione non è solo la tramvia (e Renzi fa bene a voler modificare i tracciati delle prossime linee: vedi statuto). Vengono prima il rifacimento del manto stradale, la vera eliminazione del monopolio Ataf, l’adozione e lo sviluppo di misure innovative come il carsharing, il sistema di lavaggio strade”.

E poi?

“La sicurezza: i vigili non devono solo essere utilizzati per fare multe a fini di bilancio, ma comandati, per presenza e controlli – anche la notte – in favore della tranquillità dei cittadini”.

Più vigili nelle strade?

“Non solo: la sicurezza si garantisce anche attraverso la sorveglianza nei parchi pubblici. Le Cascine e S. Salvi – primi fra tutti – sono ‘polmoni’ della città che i fiorentini hanno diritto di vivere e che la nuova amministrazione dovrà recuperare e risanare dal disordine e dall’incuria. Sinonimo di sicurezza è anche la lotta al degrado urbano, che si attua mediante la promozione di eventi, di negozi aperti, di una maggiore illuminazione anche la notte”.

Insomma, un programma per i giovani?

“Certo. Ma sia ben chiaro che ci sono realtà deboli, ma importanti, quali gli anziani e i disabili. I loro diritti devono essere garantiti – e non solo a parole – per farli vivere come parte integrante della città”.

Mi faccia un esempio.

“Più educatori nelle scuole e accanto alle famiglie per seguire i bambini disabili.

Allora in bocca al ‘lupo’ per la campagna elettorale, che presumo dispendiosa.

“Crepi il ‘lupo’ e grazie, ma alle spese per i manifesti preferisco il contatto diretto con le persone, ovvero il ‘porta a porta’, non quello di Vespa naturalmente…”. (Laici.it)

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