Talenti italiani all’estero: per carità  non fateli tornare, lasciateli dove sono

La solita demagogia spicciola ci fa dire continuamente che le nostre migliori intelligenze sono all’estero. Ci lamentiamo del fatto che non è giusto che i loro studi, le loro genialità vadano a vantaggio di paesi esteri. Ed allora ci impegniamo a dire che devono tornare in patria.
Sono cavalli di razza, scienziati che hanno voglia di scoprire ed innovare l’umanità attraverso le loro scoperte, sono dei purosangue che in Italia non hanno né stalle, né briglie, né piste per correre, non avrebbero neanche il fieno per nutrirsi.
Perché ci ostiniamo a ripetere che devono ritornare in Italia? Per fare cosa? Lo diciamo perché sembra giusto che si dica?
Per l’amor di Dio, lasciamoli lì dove sono per il loro bene e per quello di tutta l’umanità. Il nostro paese li ha lasciati andare via senza neanche curarsene ed ora che hanno approntato i loro studi, i loro programmi di ricerca, la loro vita e le loro aspirazioni personali, li vorremmo riportare in Italia dove ancora manca tutto. Nelle scuole manca il gesso, nelle Università i laboratori di ricerca, negli uffici la voglia di fare, perché continuiamo a ripetere che devono ritornare? “La fuga dei cervelli” è diventata una frase idiomatica mettendo gambe e piedi alla materia grigia e su questa sprechiamo inchiostro e fiato inutilmente. Questa è demagogia purissima e sarebbe ora di cominciare a riconoscerla se non altro per evitarne l’uso scontato e miserabile.
Cambiamo questo paese a monte. Facciamo in modo che i nostri migliori rappresentanti vadano via solo per scelta di vita e non per necessità di superale l’offesa di novecento euro al mese stagnando nella precarietà.
Sarebbe utile e sicuramente più serio soprattutto da parte dei politici che ci amministrano impegnarsi per cambiare il paese. Che investano nell’ innovazione e nell’educazione piuttosto che riempirsi la bocca di stupidaggini ulteriormente offensive della dignità e dell’amor proprio di questa gente. Provino un po’, almeno un po’ di vergogna per la loro incapacità e li lascino lì dove sono apprezzati in tutto il loro valore.

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