All’On. le Carlo Fatuzzo e al suo partito pensionati

di Riccardo Alfonso

Si invia per la rilevanza mediatica che ritenete di attribuire
Lettera aperta all'On.le Carlo Fatuzzo e al suo partito pensionati che
pur alzando la vela ora a destra e ora a sinistra non riesce a
superare l'1% dei consensi elettorali a livello nazionale a dispetto
di dodici milioni dei suoi potenziali elettori.
Caro Onorevole Fatuzzo,
ricevo i suoi comunicati e li rilancio sul sito della Fidest e questa
è, per me, la normalità. Ma se le scrivo sottolineando alcuni aspetti
importanti il suo silenzio è…. tombale. Questa, a suo avviso è
normale? Il Partito pensionati sotto la sua guida ha commesso degli
errori di valutazione e continua oggi a pagarli. Primo perchè ha
creduto che i pensionati potessero avere un ruolo importante nella
“famiglia politica di Berlusconi”, ma non lo è stato tanto che si è
passati alla stretta di mano con Prodi. Ma la telenovela è continuata
tanto che non ha fatto altro che riattraversare il fiume e ritornare
alla casa berlusconiana dei grandi sorrisi e delle pacche sulle
spalle. Ma non è passato molto tempo che ha dovuto constatare che
parlare con Berlusconi si può farlo solo in campagna elettorale. Dopo
è tabù e non mi riferisco, di certo, al farsi glii auguri di Natale o
di Pasqua. Ora non mi dica che si meraviglia se i pensionati
continuano ad essere presi a “pesci in faccia”. Sarebbe un ingenuo se
lo pensasse e i politici possono essere di tutto ma di certo non si
possono permettere delle ingenuità. E allora filiamola con la melina
dei pensionati e del loro partito e della rappresentatività oggi a
Roma e domani a Bruxelles. I pensionati in Italia sono persone che non
hanno i numeri e come tali non contano, ma in Italia vi è anche un
altro “pregiudizio” che è quello che certe cose possono essere dette
solo dai “personaggi noti” ai media ma se lo fanno gli altri si
finisce in un silenzio anch'esso “tombale” Il suo partito non è più un
partito nel senso tradizionale della parola. E' diventato, di fatto,
un movimento di “nostalgici dell'età” mentre oggi i pensionati che
contano sono quelli che lo diventeranno ma non lo sanno ancora a
partire dal nostro presidente Berlusconi. Ma è anche l'uomo che ha
saputo sino ad oggi allontanare dalle auguste labbra il calice dal suo
amaro contenuto e non sono certo i suoi coetanei pensionati a
ricordarglielo. Non lo permetterebbe. Gli over oggi sono presenti in
tutti i partiti e contano forse troppo a detta dei giovani. Ma quello
che agli over fa difetto è la presunzione di giovinezza e il potere
che ancora si sentono di esercitare tanto che a dispetto dell'età
anagrafica vi antepongono quella biologica e, quindi, si sentono
diversi dai loro coetanei. E' questa la vera ragione per la quale
migliaia di personalità politiche di alto e basso lignaggio non si
sentono di mescolarsi con i milioni di altri pensionati e si sentono
sopra i loro bisogni materiali. A questo punto vorrei azzardare una
proposta, forse provocatoria ma che ritengo, nonostante tutto,
realistica: perchè non invia a tutti i politici ultra
sessantacinquenni la tessera onoraria del partito pensionati?
Probabilmente, per farlo, dovrà provvedere alla ristampa delle
tessere, ma ne vale la pena.
fidest@gmail.com

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