La senatrice Rebuzzi come rinata e in gran forma

Nel giro di interviste programmate in occasione della prossima campagna elettorale, la senatrice Rebuzzi ci è sfuggita perché era in procinto di partire per la Russia. Ci accontentiamo della promessa di concedersi al suo ritorno.
Nonostante la disponibilità ed il piacere di parlarci non ha proprio potuto intrattenersi il tempo necessario. Al Senato è una dei primi, per senso del dovere, a sedersi in aula al momento delle votazioni. Ma le considerazioni che, in mancanza dell’intervista per il momento possiamo fare, riguardano il suo aspetto. L’abbiamo vista pimpante, dimagrita ed entusiasta. Lo si deduceva dai suoi occhi vivaci. E’ uscita, ci ha confidato, da un periodaccio. L’esperienza di senatrice, il clima di contrapposizione politica del paese, non le ha giovato, l’ha più che altro, spossata.
Gli equilibri esigui al senato, i numeri risicatissimi sul filo delle votazioni l’hanno costretta ad incollarsi a quella poltroncina e votare per il suo schieramento. E’ stata praticamente impegnata costantemente a votare per incalzare un governo buffo. Non è mai mancata ad una votazione che fosse decisiva e, per chi come il sottoscritto guarda dalla tribuna stampa, questo è oro colato. Obiettivamente è stata per lei una sfortuna essere l’unica esponente di opposizione al Senato. E questo lo si può comprendere facilmente se si considerano il periodo di “apprendimento” ai lavori parlamentari che ha riguardato tutte le matricole, ed il periodo di contingente e perenne allarme dei lavori d’aula che avrebbero esatto una collaborazione, una compagnia, una condivisione almeno con un collega eletto all’estero come lei e del suo stesso schieramento. Ci ha favorevolmente impressionato, dicevamo, il suo personale e la sua carica emotiva. Dieci anni di meno. Ci siamo resi conto di quanto sia forte la sua personalità. Ha costruito una posizione ferrea con le proprie capacità che obbediscono al bisogno di sentirsi utile e di fare. Invidiabile, ma pacata ed equilibrata personalità tipica di chi ha bisogno di poco. Una imprenditrice abituata a prendere decisioni e a dettare direttive. Insomma, una personalità forte soffocata nell’aula del Senato da una situazione contingente e paradossale.
Ma la cosa che più colpisce è la determinazione, la forza ed al tempo stesso, la serenità di una donna che sembra essersi rimessa da un lungo periodo di super stress e ritornata in buona forma.
«Devo partire, predisporre ed organizzare alcuni incontri importanti cui tengo molto, il tempo stringe. Spero solo di riuscire ed avere il modo di parlare ai miei elettori. Torno per qualche giorno tra i miei collaboratori, a casa mia. Dalle mie parti sono molto mancata. Posso dire di essere una che lavora e di essersi realizzata, grazie a Dio ed anche a grandi sacrifici, e che si fa voler bene, ma questo, mi raccomando, non lo scriva non voglio peccare di immodestia anche se è la verità. Vinceremo, vedrete, vinceremo» ci ha detto chiudendo lo sportello dell’auto.
Personalmente la conosciamo e conosciamo la sua umanità. E’ mamma e questo è solo un aspetto. I suoi collaboratori, di lei, spendono veramente parole lusinghiere. Qualche domanda investigativa con i ragazzi del suo ufficio al Senato, in questo senso, l’ha dimostrato in maniera inequivocabile. Ci risulta che anche con i suoi collaboratori, la Signora Rebuzzi nei modi e nei rapporti di lavoro, sia straordinariamente voluta bene.
Per bocca di quanti lavorano con lei, gode di massima stima e fiducia, tutte caratteristiche che nulla hanno a che fare con le beghe e gli inciuci della politica. L’aspetto umano anticipa il resto e ne è il fondamento.

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