Berlusconi e Veltroni esempi di staticità  e dinamismo

Saluti da Francoforte
Ciro Aquino

Egregio Dott Viglia.

Se le immagini fanno la politica, come aveva giá detto il grande comunicatore Berlusconi,
allora le immagini di Veltroni, che gira con il pullman per l'Italia, in opposizione
a quella quasi stanca di Berlusconi, che parla ormai solo dal suo studio privato davanti
non piú a libri, come nel 1994, ma davanti a un prezioso vaso cinese, dicono molto di
piú di mille parole. Esse esprimono infatti qualcosa come staticitá e dinamica.

Berlusconi sembra stanco, ma anche appagato forse dal risultato, ormai acquisito, della sua
primaria strategia politica: l'incolumitá dal suo passato criminoso.
Inoltre la posizione di stallo in cui si trova la destra é ormai evidente.
Le situazioni nuove sono due: la prima é l'uscita dell' udc di Casini dalla cosiddetta casa
della “libertà”, senza il cui sigillo clericale, in Italia storicamente non si va molto lontano,
e la seconda é la scissione strategica ma anche coerente del pd dalla sinistra estrema,
cosa che ha sottratto a Berlusconi il suo principale argomento politico, cioé quello
di mettere gli italiani in guardia dal pericolo comunista antiliberale.
Di fronte a una posizione del genere sulla scacchiera politica italiana, ormai lo stratega
Berlusconi non sembra avere piú mosse adeguate.
Sará un motivo di soddisfazione, quello di liberarsi da una coalizione che ha fatto spaventare
piú volte il parlamento europeo con atteggiamenti da commedia dell'arte, e argomenti da diciannovesimo
secolo? Certamente si.

Ma Veltroni avrá anche grandi problemi da risolvere. Comunque vada, noi italiani all'estero,
che abbiamo voltato ormai da tempo le spalle alla nostra patria, e che la guardiamo e studiamo con
un favorevole distacco fisico e emotivo, privi di coinvolgimenti dialettali da “Porta a Porta”,
sappiamo da tempo che le vere piaghe italiane, a partire dal gravissimo storico coinvolgimento mafioso
nella politica, per finire con la “nostra” mancanza di un elementare senso civico comune,
non saranno debellati se non da una meteora.

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