Venti mesi di legislatura per i parlamentari eletti all’estero

di Alberto Sera *)

ROMA – Alla fine di ogni esperienza si tirano le somme delle cose fatte, così terminato anticipatamente il governo Prodi bis è giunto il tempo di bilanci, di approfondire il lavoro che i parlamentari eletti all’estero hanno compiuto, lasciando ai fatti il compito di giudicare.
Nei quasi venti mesi di governo la UIM ha analizzato i contenuti dei disegni di legge, degli ordini del giorno, delle interrogazioni e delle interpellanze presentati dai deputati e dai senatori eletti nella circoscrizione Estero, facendo particolare attenzione a quelli che fanno riferimento ai cittadini italiani residenti all’estero.
Dal materiale preso in considerazione è emerso che delle quarantacinque proposte di legge avanzate, dodici riguardavano la promozione della cultura italiana e della formazione linguistica all’estero, otto il problema della cittadinanza italiana, cinque quello legato all’assistenza sociale e quattro sia il sistema di voto che gli organi di rappresentanza.
Il totale delle interrogazioni, delle interpellanze e degli ordini del giorno presentate e di interesse per i nostri connazionale all’estero sono state centoventi.
Il ventiquattro per cento si è rivolto al mondo del lavoro con specifico riferimento alle pensioni, alle doppie imposizioni fiscali e ai salari del personale a contratto all’estero.
Il ventuno per cento alla scuola e alla cultura italiana, con una spiccata sensibilità per i problemi legati alla diffusione della lingua e cultura italiana nel mondo e alla valorizzazione e al sostegno degli istituti e delle scuole italiane all’estero.
Il dodici per cento alla sfera delle certificazioni, le difficoltà per il rilascio e il rinnovo dei documenti di riconoscimento e per la richiesta di acquisizione della cittadinanza italiana.
Il tema della giustizia ha interessato otto interventi, la maggior parte dei quali rivolti a cittadini italiani detenuti all’estero.
Diversi anche gli interventi indirizzati a denunciare le insufficienti risorse destinate alla rete consolare. In generale i riferimenti alle rappresentanze diplomatiche italiane all’estero sono state il dodici per cento del totale.
Il resto delle attività dei parlamentari eletti all’estero che va sotto il nome di altro e che riguarda il diciassette per cento del totale, fa riferimento ai collegamenti tra Paesi in particolare con Germania e Svizzera, al Made in Italy, all’assistenza sociale, al diritto alla salute, ai contributi per la formazione professionale e per il ritorno in patria.
L’ultimo dato degno di nota è quello riferito alla distribuzione geografica dell’attività parlamentare.
Il quarantadue per cento ha interessato tutta la comunità di italiani nel mondo, il quaranta per cento quelli residenti nei paesi dell’Europa e il quindici per cento i connazionali che vivono in America Settentrionale, Centrale e del Sud. (Alberto Sera*/Inform)

*) Segretario generale Uim

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