PROGETTO DE GREGORIO — UNIVERSITA’ DELLA CALABRIA

LUCIANO NERI
( Coordinamento PD – Circoscrizione Estero ):

attivare subito indagine del Parlamento, dell’Università, della Regione e delle Autorità di Polizia

Rispondendo ad una domanda nel corso di un dibattito sugli Italiani all’Estero, Luciano Neri, componente del Coordinamento della Circoscrizione Estero del Partito Democratico ha definito “ inquietante e preoccupante la notizia del progetto presentato dal Senatore De Gregorio con l’Università della Calabria. Progetto che prevede la inaugurazione della sede dell’associazione internazionale Italiani nel Mondo all’interno del campus di Rende e non meglio specificate iniziative “per il rientro dei cervelli in Italia”. “ Intanto non si comprende perché e a che titolo a dare la notizia di un progetto dell’Università della Calabria sia un senatore berlusconiano dello spessore di De Gregorio. Il senatore parla della scelta dell’Università di inaugurare la sede dell’Associazione Internazionale Italiani nel Mondo all’interno del Campus di Rende. E’ inquietante. Con quali fondi, con quali finalità una Università decide di sostenere un’Associazione politica inesistente gestita da un personaggio come De Gregorio ?. E’ lo stesso senatore poi a parlare del “grande lavoro” per il progetto di un altro Senatore, Antonio Gentile, e così la vicenda diventa ancora più preoccupante. Gentile è senatore di Forza Italia, di tutto può occuparsi meno che di cultura, è intimo dell’ex Sindaco di Agrigento Calogero Sodano, condannato ad un anno e sei mesi per abuso d’ufficio finalizzato a favorire i costruttori abusivi in cambio di favori elettorali. Gentile è stato nel 2002 relatore del progetto di legge definito “ valorizzazione del Parco Archeologico della Valle dei Templi”, firmato anche dallo stesso Sodano e denunciato da più parti come vero e proprio tentativo di assalto cementificatorio della Valle dei Templi. Quando poi De Gregorio nella sua dichiarazione parla anche del coinvolgimento nel progetto di Amato Berardi, Presidente della Niapac, emerge un intreccio inquietante che deve determinare una immediata e approfondita indagine da parte del Parlamento, che sarà attivato attraverso specifiche interpellanze. Ma indagini sono dovute anche da parte della Regione Calabria, dell’Università, del Consiglio Generale degli Italiani all’Estero e, se del caso, degli organi di polizia giudiziaria. Il Niapac ( National Italian American Political Action Committee ) si presenta come lobby politica americana, il cui presidente è, appunto, Amato Berardi. La stessa organizzazione risulta essere finanziatrice di De Gregorio. E’ lo stesso senatore che il 1 dicembre 2006 dichiara che “…il Niapac è di gran lunga il nostro maggior finanziatore, si è impegnato a contribuire con 5 milioni di euro all’anno”. A cosa servono queste ingenti somme, chi ne indaga la provenienza e l’utilizzo ? Berardi è presentato da De Gregorio come “uomo di cultura”, “presidente di un fondo pensioni da 60 miliardi”. Ma da un’inchiesta del Sole 24 Ore risulta essere un semplice agente assicurativo, con una storia di dispute non pagate sia con lo Stato della Pennsylvania che con l’erario federale. Il Niapac, secondo la stessa inchiesta, ha una storia di contabilità irregolare e non ha mai avuto a disposizione fondi per più di un paio di centinaia di migliaia di dollari all’anno. Per esempio, per quanto riguarda il ciclo elettorale del 2006, il Niapac risulta aver raccolto 186.170 dollari e averne spesi 216.229, con un saldo negativo di 30 mila dollari. Analizzando poi le voci di spesa risulta che solo 35.125 dollari sono andati a finanziare campagne elettorali. Il resto dei soldi è servito per pagare conti di carte di credito di dirigenti della Niapac, feste di carnevale e tornei di golf. E il politico che ha avuto la metà dei soldi stanziati per la campagna elettorale si chiama James Matthews che, come si evidenzia anche dal cognome, non ha alcuna origine italiana. Da una indagine fatta dal giornalista Claudio Gatti si evidenzia che il ciclo elettorale del 2004 è ancora più imbarazzante. Su un totale di 143 mila dollari spesi, solo 500 sono andati a candidati. 12 mila sono invece finiti al Ministero del tesoro americano per pagare cinque multe. Giova anche ricordare che la maggiore organizzazione italoamericana, la Niaf, si è sentita in dovere di prendere le distanze, dopo che un giornale aveva presentato il Niapac come suo braccio politico, dichiarando con un pubblico e ufficiale comunicato che “ tra Niaf e Niapac non c’è niente in comune e che sono due entità completamente diverse”. Una brutta storia, rispetto alla quale chiederemo che sia fatta chiarezza, fino in fondo. E l’Università della Calabria, se vuole fare onore al suo nome e mantenere un adeguato profilo culturale stia lontano da questi soggetti politici e rinunci a rapporti e accordi di questo tipo che non hanno niente a che vedere né con la cultura né tantomeno con gli italiani all’estero”.

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