Gentili Colleghi, Lettori in copia,

Gentili Colleghi, Lettori in copia,

Ho letta la relazione in oggetto e posso solamente che dire che sono stato invaso da seria indifferenza, stupore ed incredulita'.

Indifferenza perche' la relazione mi sembra sia un ripetersi di costatazioni gia' detteci e ridetteci ad nauseam; stupore, perche' dopo tutto questo polverone si e' scoperto che gli italiani all'estero
meno abbienti (200 indigenti in Columbia, 8,320 individuati in Argentina, altri da individuare, ma suppongo seguendo le stesse percentuali ) non sono di un numero da catastrofe apocalittica, anche se, come dice un vecchio proverbio (cinese?) un piccolo punto nero non e' meno nero di una larga macchia nera, ed il problema esiste e bisogna affrontarlo. Ma ci conforta il fatto che i numeri siano come riportati e non in centinaia di migliaia come ci si avrebbe voluto far credere.

Incredulo? Certo. Da una persona di cui ho molto stima, una persona che come me oltre che della cittadinanza italiana gode della cittadinanza statunitense mi sarei aspettata una relazione
che rispecchiasse di piu' la realta' negli States. Nel citare il censimento del 2006 che riporta circa 47 milioni di cittadini statunitensi non assicurati, (di cui, giustamente il relatore precisa che non si conoscono quanti di questi siano italiani), mi sembra di leggere un manifesto elettorale della
senatrice Clinton, piu' che una situazione che concerni i nostri connazionali; ma non credo che noi siamo ingaggiati in una campagna elettorale per
questo o per quel candidato/a degli Stati Uniti, ma sulla situazione che concerne nostri connazionali che risiedono all'ester e, nel nostro caso, precisamente negli “Stati” Uniti”.

Sottolineo “Stati” perche' ogni Stato dei cinquanta “Uniti” legifera i propri programmi in materia di assistenza sanitaria. E' solo corretto quindi, che un cittadino che fa riferimento allo Stato in cui vive, (e di cui fra l'altro, il relatore e' un colonnello dell'esercito statunitense, cioe' un”public servant”) dica le cose come stanno. Il Consigliere Nestico non e' stato, secondo me estausivo, quindi lo faccio io.

Apprendiamo dalla relazione che lo Stato italiano, con il programma della Blue Cross copre il personale delle istituzioni, che i Rappresentanti di societa' italiane sono coperti dall'Italia, restano..”pertanto scoperti i cittadini italiani lavoratori non coperti dalle ditte per le quali lavorano o lavorano per conto proprio, part-time o ricevono salari bassi e non possono pagare per un'Assicurazione”, quest'ultima fra virgolette, una grossolana generalizzazione.

Vengo e mi spiego: le “ditte” degne di questo attributo, attraggono personale con i
“benefit packages” che includono fra l'altro copertura sanitaria; chi lavora per conto
proprio, include nelle spese di gestione la copertura sanitaria e nel maggiore dei casi
offre agli impegati un “group plan” per la loro com-partecipazione, il cui costo
fa parte del salario pattuito, quindi sta all'individuo di autogestirsi. Per coloro che
o ricevono salari bassi, o hanno famiglie numerose e sono bisognosi di ulteriori aiuti,,
ogni Stato ha un dipartimento per l'assistenza con sussidi, etc. Secondo me questa non e' una situazione catastrofica, anche se in minimi termini, qualche problema esiste; come in tutto ci sono le eccezioni. Tutto questo, naturalmente durante gli anni lavorativi.

Per i pensionati e' tutta un'altra cosa. E di questo sono un esperto perche' lo vivo di persona.
Io ricevo la pensione del “Social Security”, con il servizio Medicare, che paga l'80%, ed
rimanente (20%) coperto da una polizza supplementare a mio carico (per la precisione poco
piu' di cento dollari al mese, cioe' il costo di un caffe' o un'acqua minerale al giorno). Vivo
tranquillo, consapevole di ricevere un'assistenza “state of the art”. Dottori, specialisti, ospedali e cliniche di mia scelta
Mi domanderete: e chi non puo' affrontare i costi per la polizza supplementare?
Da quel punto di vista stanno meglio di me, perche' se riconosciuti indigenti, il programma
MedicAid, paga l'intera differenza, inclusi i farmaci al costo di uno a tre dollari per prescrizione.

Questa la realta' dei connazionali che risiedono negli Stati Uniti, se cittadini od in possesso
di regolare permesso di lavoro (la famosa carta verde che verde non e' piu'). Se presenti
illegalmente…allora e' un altro paio di maniche!

Chiedo scusa a chiunque possa essere offeso da questo mio intervento a favore del
Paese che per mia scelta e' la mia residenza e di cui sono un orgoglioso cittadino.

Grazie

Melo Cicala

Lascia un commento