ORMAI ABBIAMO DETTO E SUPPOSTO TUTTO: C’E’ SOLO DA ATTENDERE, MA INTANTO C’E’ DA CHIEDERSI COME I MEDICI DI TERAPIA INTENSIVA FACCIANO A LAVORARE H24 SU SPAZI SOFFOCANTI IN UN COACERVO INFINITO DI ATTREZZATURE PER LA GESTIONE DELLE VIE AEREE ED ALTRO

Credo che, dopo un oceano di notizie vere e false, meno vere o meno false, o false del tutto ecc. da parte di persone con la testa a posto e di altre che parlano solo per parlare dando addirittura suggerimenti per sconfiggere il virus che sta deprimendo tutti, sia il caso di attendere in religioso silenzio una sperabile buona notizia. Qualche pallida positiva avvisaglia già sembra esserci e speriamo che essa abbia a proseguire in maniera concreta perché le forze stanno venendo meno.
Detto questo, vorrei in estrema sintesi e brevemente, argomentare (sulla base di quanto ci hanno fatto vedere varie emittenti televisive in merito all’assistenza nei vari, talvolta improvvisati, reparti di terapia intensiva, soprattutto di Milano e Bergamo) su come facciano e possano “destreggiarsi” i vari medici per dare assistenza ai moltissimi intubati facendo dei veri e propri slalom fra i letti col rischio, abbastanza concreto, di “ubriacarsi” fra i vari kit di intubazione ed altro, tra l’altro in mezzo ad una miriade di macchine che, peraltro, sono e restano macchine, a volte micidiali…se non lette correttamente.
L’altra sera, vedendo vari intubati con il capo completamente coperto da “palloni in vetro” simil-spaziali, mi è venuto spontaneo chiedermi come, in tanta confusione, i pazienti possano, se del caso, fare un cenno per parlare con il medico allo scopo di riferirgli un qualcosa di essenziale sia in un verso che nell’altro… insomma, per dirla in maniera cruda, il paziente potrebbe anche morire sotto un casco “spaziale” qualora il medico, umanamente, non potesse accorgersene del suddetto cenno, magari perché occupato per un caso ritenuto più grave… Sarà così o no, come spero non sia !
Domanda, la mia, molto fredda e crudele, sia pur con tutto il rispetto e la riconoscenza verso la classe medica che, ripeto, va apprezzata all’infinto per quel che ora sta facendo:
“ Esiste il rischio che un intubato, o comunque un qualsiasi paziente sottoposto a terapia intensiva, possa soccombere da troppa improvvisazione strumentale associata alla confusione che tale emergenza sta determinando al nostro sistema sanitario, con particolare riferimento a Lombardia, Veneto, Emilia Romagna ecc.ecc ? Dove i decessi fanno davvero impressione quanto a numero ?”
Ripeto, lo dico in buona fede, senza nulla togliere alla validissima nostra classe medica, ma lo dico nell’assoluta umana consapevole che un’emergenza della specie, per i motivi detti sopra, non risparmierebbe problemi a nessuno.
Arnaldo De Porti

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