NE ANDREMO FUORI A BREVE DAL VIRUS, SIA PUR A COSTI SALATISSIMI… MA, PER CERTI VERSI, CON EFFETTI MORALMENTE DIDASCALICI…

A volte mi vorrebbe la voglia di estraniarmi da tutto e da tutti, ma poi, ripensandoci, ciò significherebbe piombare nel vuoto assoluto, realtà quest’ultima che, seppur in presenza di eventi catastrofici come quello che stiamo vivendo, mi affibbierebbe la patente di persona di scarso senso civico, di pavido, di meschino di fronte non solo a questa sindacabile società che spesso non merita, ma anche verso la mia famiglia, i miei cari tutti.
In questo periodo sono in tanti a pensarla come me ma, molto probabilmente, desistono dal farlo perché, di fronte alla situazione patologica che stiamo attraversando, c’è poco da scegliere. E di poco fa una telefonata di una persona, tra l’altro matura e colta, la quale, in preda ad una forte depressione riconducibile al fatto di non potersi muovere, mi ha detto che, se questa situazione dovesse continuare ancora a lungo, ci sarebbe (sue testuali parole) da spararsi..
D’accordo certe parole di sfogo fra amici si possono anche dire, ma non va sottaciuto che, lo stato d’animo della stramaggioranza delle persone, oggi sta vivendo forme di depressione pari a quelle della suddetta mia conoscenza.
Ho già scritto più di una volta che ci sarà uno strascico di natura neurologica a questa maledetta pandemia, alias una sorta di depressione sociale, tuttavia, senza ascoltare troppo la scienza medica che ogni giorno adatta le informazioni a seconda di varie ed impreviste evoluzioni sanitarie, io mi affido alla teoria secondo la quale c’è da aspettarsi che le cose, così come si presentano poi sono destinate a finire. E’ stato così anche per epidemie-pandemie di sempre, mentre questa volta, anche alla luce del progresso ad opera di tanti eccellenti ricercatori, sarà più facile trovare un antidoto efficace per combatterla in tempi brevi. “A naso”, come mi piace dire usando una dialettica popolare, il mio olfatto, se vuoi anche forzatamente spinto verso una punta di serio ottimismo, mi fa sperare che, l’incrocio e la competizione a livello internazionale, alla fine troveranno un vaccino antipatogeno ad hoc, capace di farci tirare un sospiro di sollievo. Quando ? Parlerei di qualche settimana in più rispetto a quanto ci è stato detto da improvvisatori scientifici. Staremo a vedere con l’aiuto del Padreterno !
Voglio chiudere con due riflessioni molto brevi.
La prima. Al di là degli sforzi sovrumani, quasi eroici, dei nostri medici che lavorano h24, non smetto di chiedermi come, in mezzo a tanti e complicati letti per le cure intensive, essi facciano a seguire i pazienti uno per uno, avuto presente che molti sono talmente intubati da non poter recepire, non dico una richiesta, ma nemmeno un’espressione che possa in qualche modo surrogarsi a detta richiesta. Ed allora…è proprio qui che la riflessione stenta ad avere risposta, se non di natura non voluta…
La seconda. La tragedia che stiamo vivendo avrà sicuramente il merito di raddrizzare il cervello di tutti, soprattutto di chi, fino ad oggi, non l’ha usato. E mi fermo qui perché il discorso sarebbe lungo e molto faticoso, soprattutto dal punto di vista etico.
Arnaldo De Porti

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