CORONAVIRUS. Considerazioni da quattro soldi

Sovranismi e nazionalismi non hanno nulla a che fare con i dati di fatto

di Salvatore Viglia

Una globalizzazione che non ha voluto nessuno. Una aggregazione forzata e promettente improbabile. Una confusione di stili, tradizioni e storie diverse che non si emulsionano neanche volendo. Questa Europa di parlamenti senza governo. La bizzarra costruzione di un nulla basata sul forse e sul vediamo. Anzi sul vedremo. Prodi e Ciampi vollero ascrivere a sé stessi, contro il volere di Dio e di chi capiva e capisce di economia, il merito della moneta unica. Bella pensata senza dubbio e Prodi esiste ancora proteso, come sempre da marmoreo ferreo pipernino piglio ottuso, a difendere il disastro suo. Sì, suo e di Ciampi. Senza referendum e senza chiedere alla gente, ci dissero che la nostra Banca d’Italia non avrebbe battuto più moneta e che sarebbe stata l’Europa a farlo per noi. Da allora Ciampi e Prodi si sono addirizzati nelle spalle da tempo incurvate dall’età e sono diventati sicuri nell’incedere orgogliosi di quella bella pensata realizzata. L’idea non era malvagia. Quella degli Stati Uniti d’Europa futuri in una approssimativa Unione Europe questa sì una pessima idea. Ma non è al momento realizzabile. Gli abitanti delle nazioni che colorano le nostre cartine geografiche sono sempre stati solidali tra loro. Se una nazione aiuta l’altra nell’emergenza vuoi che sia un terremoto oppure un coronavirus non ha bisogno di una Unione Europea. È l’unica cosa che non serve e mai è servita. Neanche potremmo pensare che tra noi, abitanti europei, italiani, francesi, inglesi, spagnoli, ci potrà mai essere una guerra . E allora perché unire queste nazioni contro logica e contro le tradizioni ed un passato che connota ciascuno di queste a cui non si intende, nessuno intende, rinunciare? I motivi, ce lo dicono continuamente, sono l’economia. La necessità è di legarle con catene e palle al piede, l’una con l’altra a mo di detenuti ai lavori forzati. Cosicché devono stare tutte bene per forza perché se una sola di queste nazioni non sta bene, tutte le altre staranno male. Ma dimentichiamo troppo spesso, che questa condizione è utopica. Gli andamenti economici non possono essere favorevoli a tutti. In un mercato esistono diverse velocità di crociera dovute alla forza, all’ingegno ed alla laboriosità creativa di ciascun popolo. Insomma, mi scuso, considerazioni proprio da quattro soldi. Come quelle che scambio davanti ad un caffè con gli amici parlando, tra le altre cose, di scudetto e di arbitri. Viviamo comunque questa esperienza surreale del coronavirus. Ho scoperto che portando la mascherina gli occhiali si appannano. Si suda ma protegge. E questa generazione incolpevole di fenomeni aperitivologi e bordellieri si stagliano imbelli incontro e contro i fatti hanno continuato a dedurre stupidaggini perseverando sino ad ieri ad assemblarsi. “Noi giovani di 25 continueremo ad uscire e a divertirci e finiremo di farlo solo quando vedremo morto da crisi respiratoria uno come noi che era sano e forte come un pesce”. Generazione di fenomeni veramente! Che dire. È stato nominato un nuovo commissario straordinario della Protezione Civile un certo Dott. Domenico Arcuri in aiuto (o in sostituzione?) a quello in carica tale Dott. Angelo Borrelli. Questo nuovo si dovrà occupare dei dispositivi medici da distribuire, a seconda della bisogna, nel territorio nazionale. Ma poi non capiamo cosa il Dott. Borrelli dovrà fare tranne che presenziare e tacere per la maggior parte del tempo alle domande precise dei giornalisti nelle conferenze stampa. Che ben venga Dott. Arcuri. Abbiamo capito che la nostra capacità di affrontare le contingenze sa fare a meno di un capo della protezione civile e che gli incarichi gratificano è vero e premiano per passare poi all’incasso elettorale quando sarà. Il fatto è che chi si ostinerà a mettere la cipolla nel cucinare l’amatriciana, lo faccia pure. Nell’amatriciana non va né aglio né cipolla. Lo faccia ma non obblighi a servire quella pietanza a tutti. Ognuno faccia come crede basta solo che non danneggi un altro. E questo sia nell’ambito del proprio condominio, sia in Europa e sia anche nel mondo intero.

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