VOGLIA DI SORRIDERE…ADDIO ? PENSIERI SCURI IN LIBERTA’…CONDIZIONATA

Non avrei mai immaginato che una vita spesa all’insegna del lavoro, del buon senso civico-morale, del sacrificio volto costruire un minimo di tranquillità alla famiglia, cose tutte che i miei genitori, a causa della guerra, non hanno potuto offrirmi in quanto l’Italia stava allora per avviarsi lentamente verso la ricostruzione dopo i tanti bombardamenti, avrebbe potuto presentarsi con un altro tipo di guerra: quella batteriologica, per vincere la quale, posto che si possa vincere, non serve avere un esercito più forte, sia esso cinese, russo o americano…e neanche la bomba atomica.
In questo momento la gente sembra rassegnata ad un destino che si augura positivo, ma intanto, guardando le facce di chi, uno per uno, va al supermercato pena denuncia o ammenda se va accompagnato, di chi si sposta per lavoro o semplicemente anche per andare dal medico (e ciò senza parlare di chi è costretto a varcare le porte di un ospedale), regna un così elevato indice di depressione sociale che correrà il rischio di trasformarsi in malattia organica collettiva.
Qualcuno cerca di sorridere, di prenderla come un incidente esistenziale di percorso, altri invece non fanno altro che dibattere su questa maledetta epidemia dimenticando, durante il dialogo, persino di osservare le distanze raccomandate dalle istituzioni sanitarie.
Poco fa mi sono recato a Feltre partendo da Belluno e, durante questo tragitto, ho visto solo qualche tir e pochissime vetture, mentre l’aria che respiravo sapeva di tragedia, malgrado ci fosse un sole splendente come da tempo non vedevo.
E’ pazzesco pensare che il futuro possa presentarsi ancora con dette caratteristiche in quanto, come accennato prima, nel breve-medio termine, la gente dovrebbe curarsi per probabili malattie neurologiche riveniente dalla situazione virale che stiamo vivendo. Come dire: si trasferisce la patologia ad un altro tipo di patologia semplicemente modificandone la natura.
Detto questo, vediamo una via d’uscita o, come ho scritto una quindicina di anni fa, a pag. 27 in un mio libro molto voluminoso di oltre 400 pagine, a titolo, “Caro Direttore, virgola…” (di cui a foto) il mondo si sta inceppando in via definitiva ? E ciò a causa di una globalizzazione senza regole che finora ha privilegiato il business di 3-4 padroni delle ferriere a totale danno dei principi per i quali, tanto per citare le cose di casa nostra, i poveri De Gasperi, Schuman, Monnet, Adenauer ecc. si erano prodigati per fornire cibo e tranquillità a tutta Europa ?
Non ho una risposta sul domani, anche se mi piacerebbe collocarla su pieghe di natura ottimistica ma, alla mia età, (sono del 1935) sembra essere stato definitivamente tolto anche il sorriso.
Speriamo nella Provvidenza !
Arnaldo De Porti

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