CORONAVIRUS, PATOLOGIE DIVERSE DAL CORONAVIRUS E…SINDROMI HITLERIANE…

Che il momento sia difficile per poter ragionare con serenità e correttezza di fronte a quanto sta investendo l’Italia a causa dell’epidemia in corso dai risvolti del tutto imponderabili, tanto da metterci in ansiosa attesa di un qualche positivo risultato, non v’è dubbio alcuno. A volte, si perde la testa anche molto poco, per inezie di nessun conto, , ma ora ci troviamo di fronte ad una situazione patologica mondiale che, malgrado le conoscenze scientifiche, dovrebbe in qualche modo misurare cosa si dice e come si dice alla pubblica opinione.
Leggo infatti sui giornali di oggi, dopo aver sentito il prof. Galli ed il Prof. Apollonio durante la trasmissione della giornalista Lucia Annunziata, che potrebbe esserci durante le cure una discriminazione fra giovani ed anziani, nel senso che, essendo le terapie intensive al collasso, non è detto che, in casi eccezionali, e cioè di squilibrio fra necessità e risorse disponibili, occorre puntare e garantire i trattamenti di carattere intensivo ai pazienti con maggiori possibilità di successo terapeutico, privilegiando la maggiore speranza di vita. Il che vuol dire, se ho capito bene, che tra un paziente giovane ed uno anziano, è meglio preferire il primo.
A questo punto mi par di poter fare delle critiche pesanti in quanto, venendo meno l’etica clinica, si pratica una vergognosa discriminazione fra esseri umani, tanto da farmi venir in mente “Mein Kampf” di Adolf Hitler, sulla razza superiore… No signori miei, siamo tutti esseri umani e figli dello stresso Dio !!! Proprio per questo le risorse vanno trovate ad ogni costo !!!
Mi preme poi far osservare che, con tutto il rispetto per la classe medica che oggi sta mettendo generosamente a rischio anche la propria vita, oltre al coronavirus esistono altre patologie che, fino a ieri, erano esaminate dai medici di base e dai vari “ pronto soccorso “, realtà che ora sembra essere stata messa in sottordine col rischio di mettere a repentaglio la vita di chi presenta patologie diverse dal coronavirus: gli assetti ospedalieri infatti sembrano risentire di questa realtà se è ben vero, come in effetti è, che tutto sembra essere riconducibile al malanno epidemico in corso sottovalutando le patologie di ordinaria amministrazione.
D’accordo, contemperare le predette due realtà non è facile, anche perché i medici sono esposti in prima linea con riferimento al coronavirus, tuttavia non va dimenticato il disagio di chi, magari per una colica renale oppure una peritonite, non ha la certezza di essere visto subito, se non dopo una miriade di formalità prima di entrare in pronto soccorso.
Altra cosa che, da profano, ma non troppo, mi sento di dire. I malati, ancor prima di essere messi in terapia intensiva, sono terribilmente spaventati anche per le singolari “vestizioni” dei sanitari tanto da mettere a dura prova certi organi vitali, per cui si potrebbe morire per infarto e dichiarare la morte per coronavirus…
Ed infine, il reclutamento di medici, specializzandi, pensionati ecc. , pur non essendoci alternativa migliore, corre il rischio di determinare ulteriore confusione se il collocamento non viene adeguatamente gestito, come ipotizzabile in un contesto della specie.

ARNALDO DE PORTI

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