IL PUNTO n. 756 del 6 marzo 2020 di MARCO ZACCHERA ( marco.zacchera@libero.it )

Sommario: UNA BELLA STORIA – VIRUS E POLEMICHE – L’ EUROPA ? NON PERVENUTA ! – ARRIVEDERCI REFERENDUM

UNA BELLA STORIA
Da una lettrice de IL PUNTO ho ricevuto notizia di questa piccola storia realmente accaduta nei giorni scorsi a Rho (vicino a Milano) e con la sua autorizzazione la pubblico volentieri, anche per cercare di dare un senso a queste giornate così difficili…

Quando al telefono mi dissero che se non facevamo subito qualcosa migliaia di fiori recisi destinati a una grande fiera (sospesa a causa del virus), sarebbero stati buttati via, non ci ho pensato due volte. Nel giro di poche ore abbiamo messo insieme due furgoni, cinque volenterosi e alcune persone speciali degli uffici del Sindaco che si sono messe al telefono.
Il risultato è stato un elenco di circa una quindicina di luoghi (che poi – man mano che si spargeva la voce – sono diventati una ventina) dove portare i fiori: case di riposo, parrocchie, associazioni e centri di tutela minori, donne e persone in difficoltà. Sicuramente sarà mancato qualcuno, ma la sfida è stata quella di consegnare più fiori nel minor tempo possibile: il fiore reciso dura pochi giorni. E così abbiamo fatto.
Non erano tutte rose come preannunciato in un primo tempo, né i fiori erano così tanti, ma alla fine spero di aver strappato migliaia di sorrisi per un dono insperato. “L’ha ricevuto anche la mia mamma, Grazie!” mi ha detto una signora a fine giornata guardando il mio floreale fardello.
Allora ho sorriso anch’io dopo aver passato tutto il giorno attenta agli indirizzi, per fare in modo di ottimizzare i percorsi e cercando di dare il meglio per ogni luogo.
Pensavo a quei produttori olandesi che quei fiori li hanno coltivati con amore, imballati e spediti con una intenzione che non si è avverata a causa di una emergenza che costringe purtroppo all’isolamento ma con il loro lavoro che non è andato sprecato.
Una ambasciata – quella olandese – che ha cercato una soluzione alternativa per questa bellezza. Ecco che così quei fiori sono stati portatori di sorrisi per tanti con un bel messaggio di distensione, una piccola storia felice che ha spezzato per un attimo l’emergenza.
Grazie a ognuna delle persone che hanno reso possibile questa bella storia.

VIRUS: NIENTE POLEMICHE, MA…
Sarebbe scorretto in giornate così difficili alimentare polemiche e non voglio farlo, anche se alcuni provvedimenti governativi così contraddittori e confusi non hanno certo aiutato a migliorare il morale e la situazione.
Evitiamo quindi (per ora) divisioni e liti in questi momenti così pesanti, anche se non posso tacere che quello che forse mi ha deluso di più è stato il silenzio assoluto – almeno fino a ieri sera – del Presidente della Repubblica, soprattutto se contrapposto all’indigestione verbale cui è vittima quotidianamente il premier Conte.
Certo che infine – Sua Eccellenza il Presidente ha parlato, ma forse soprattutto perché i suoi consiglieri gli avranno sottolineato che qualcuno in Italia cominciava a chiedersi se per caso non fosse stato infettato anche lui.
Se Mattarella è (o dovrebbe essere) il simbolo dell’unità nazionale una sua maggiore presenza in mezzo agli italiani in questi giorni avrebbe forse rincuorato, unito, fatto crescere la speranza.
Per esempio un suo più caloroso e doveroso “grazie” a tutti coloro che in questi giorni – soprattutto in campo sanitario – stanno dando il massimo credo sarebbe stato apprezzato.
Pensate che un Pertini o un Ciampi se ne sarebbero stati zitti e freddi così a lungo, in settimane tragiche come queste?

LA VERA ASSURDITA ? L’ EUROPA!
Comunque finirà l’epidemia del Coronavirus porterà comunque una grave conseguenza: la dimostrazione dell’ assoluta inconsistenza ed incoerenza europea.
Al netto di mille chiacchiere e delle solite dissertazioni demagogiche se c’era una volta che L’Unione sarebbe servita era proprio adesso, soprattutto per concordare ed attuare misure comuni contro un’ epidemia senza confini e definendo tutti insieme iniziative sanitarie ed economiche.
Ogni paese invece è andato (e va) in ordine sparso tra accuse ed omissioni, “furbate” e show mediatici, minimizzazioni o paure ingiustificate.
Assurdo, assurdo, assurdo. Neppure davanti alla paura e all’ emergenza di un contagio l’Europa riesce a creare e a credere in una sua politica ed in una linea di comportamento comune rappresentando così platealmente il fallimento (o il tradimento) della realtà politica ed umana più importante che si era cercato di costruire all’ alba del nuovo millennio.
Una sconfitta per tutti, grave ed inequivocabile, che in prospettiva è ancora più dannosa del virus.

UNICA COSA BUONA: ARRIVEDERCI REFERENDUM
Il coronavirus ha portato una sola cosa positiva: è stato rinviato sine-die il referendum costituzionale del 29 marzo per la riduzione dei parlamentari.
Uno dei referendum più inutili e sciocchi della storia repubblicana, indetto solo per riaffermare la demagogia del M5S che doveva finalmente e assolutamente “portare a casa” un risultato-simbolo per riaffermare il suo slogan del “tagliare i costi della politica!”.
Certamente quei pochi che sarebbero andati a votare avrebbero condiviso perchè è duro spiegare alla gente che il taglio sarebbe stato solo demagogia, visto che il vero problema non è tanto il numero ma piuttosto la QUALITA’ degli eletti, vero dramma della nostra Repubblica.
Avremo modo di riparlarne, così magari alla fine diventeremo più di quei tre o quattro gatti che a fine mese avrebbero votato “no”.

UN SALUTO A TUTTI SPERANDO IN UNA MIGLIORE SETTIMANA MARCO ZACCHERA

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