LA PROSPETTIVA COLLETTIVA FUTURA SARA’ IL….NEURO ?

Ripetere le stesse cose, come sto facendo da anni in simbiosi non solo con intellettuali (che certamente ne sanno più di me) è cosa fastidiosa, non lo nego; tuttavia la realtà pregressa e quella in itinere non mi esimono dal ricordare ancora una volta dette cose nella utopica speranza che i cervelli di tutti, in primis il mio, possano in qualche modo umanamente ragionare, almeno dentro ai parametri della fisiologia umana. Cosa ardua ed improbabile in quanto l’uomo moderno, anche quello intellettuale di tutti i contesti sociali, sembra aver perduto il filo della calma, della ragionevolezza, della serenità , in poche parole del vivere normale in base ai sopracitati parametri.
Anche J.J. Rousseau, addirittura nei primi anni del 1700, diceva nel suo famoso “Contrat social” che le convenzioni sociali avrebbero rovinato l’uomo, ma questa volta, alle convenzioni citate dal predetto scrittore-filosofo si stanno aggiungendo fenomeni che vanno ben oltre rispetto a queste: abbiamo raggiunto infatti un limite che sta lambendo la stessa sopravvivenza umana in quanto, il pianeta e la mala gestione di questo, più non tollerano scempi che si stanno perpetrando senza che i “quattro matti” della terra che ambiscono governarlo facendosi largo a gomitate, mettano in funzione il cervello.
Purtroppo, senza tanto spremerci le meningi prima di prendere contatto con il…neuro, si evince che l’interesse personale di questi quattro-cinque matti (perché di matti più o meno si tratta) finisce per contagiare i cervelli di tutte le persone sane del pianeta tanto da modificarne il carattere, turbarne la serenità, il comportamento socio-economico, la gioia di vivere in connessione con la programmazione del futuro soprattutto delle nuove generazioni, ed infine anche la salute (coronavirus docet !, tanto per citare l’ultima patologia che mi pare molto diversa, tanto per usare un eufemismo, rispetto alle altre che l’hanno preceduta).
Oggi la società è molto nervosa, irritata, disturbata mentalmente, priva di dialogo salvo quello che si connota con contenziosi di ogni natura, essa non sa più che direzione prendere, aspetto che si vede anche nelle piccole cose di ogni giorno: si ammazza per una mancata precedenza, o per una lenta ripresa al semaforo verde ecc.ecc. Insomma, di questo passo è difficile immaginare che essa possa evolvere verso il meglio a meno che i quattro-cinque matti, facendo i conti a tavolino, non si rendano finalmente conto che la vita è altra cosa e che la terra sarebbe ed è in grado di sfamare tutti fino a sazietà. E ciò ridisegnando una prospettiva mondiale che, analizzata con il buon senso, sarebbe utile e conveniente a tutti, anche ai “matti” di cui in premessa.
Il guaio è che, per questi ultimi, non hanno ancora inventato il…buon senso e che il futuro dell’umanità – ahimè – sta aprendo le porte – giocoforza – in prevalenza strutture di assistenza neurologica piuttosto che a scuole di vita.
Cari “matti”, alias Trump, Putin, Erdogan, Xi Jinping, Kim Jong-un, ma anche i “nostri”, faccio io una proposta da asilo infantile, stupida, senza senso e, se volete, del tutto impossibile nella sua realizzazione: organizzate un meeting in una nave da crociera in mezzo all’atlantico o al pacifico, ma anche nel Mediterraneo fra Italia ed Africa e, fra un drink e l’altro, pagato dai vostri “sudditi”, immaginate di cambiare il mondo seguendo una sola ed unica direzione: quella della vita del pianeta intero, ma anche della vostra. Quando sarete arrivati alla consapevolezza che la terra seppellirà anche voi come tutti i vostri sudditi, molto verosimilmente anche le vostre circonvoluzioni cerebrali ne trarranno giovamento.
Ma purtroppo questa è una mia barzelletta, se volete, da neuro. Che farà piangere anziché sorridere…
ARNALDO DE PORTI

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