FORUM LA MACROREGIONE MEDITERRANEA CENTRO — OCCIDENTALE Università  di Messina 7 aprile 2018

Roma 04.04.2018 Prot. 36

Ai Signori Giornalisti

Oggetto: Conferenza Stampa, Roma 5 aprile ore 12

Il giorno 5 aprile a Roma, presso la sede nazionale dell’Aiccre in Piazza Fontana di Trevi 86 (secondo piano), si terrà la conferenza stampa sul Forum “La Macroregione centro-occidentale”, previsto per il 7 aprile presso l’Aula Magna dell’Università degli studi di Messina, Piazza Pugliatti 1.

L’obiettivo della Macroregione centro-occidentale è quello di spostare il baricentro dell’Europa verso il Sud e, quindi, aiutare il Mezzogiorno e i Paesi che si affacciano sul Mediterraneo a crescere e ad affrontare meglio, tra l’altro, l’esodo dei migranti.

La strategia macroregionale nasce per volontà dell’Unione Europea per affrontare in maniera efficace sfide e criticità comuni dei Paesi coinvolti nell’area. “Le macroregioni sono nuove forme rafforzate di governo della Unione Europea, perché facilitano il consenso su temi di interesse comune, tra realtà territoriali di Stati membri appartenenti ad una stessa area e promuovono sinergie piuttosto che discriminazioni e sovrapposizioni”.

Delle macroregioni del Mediterraneo si parla da anni, infatti, c'è una risoluzione del Parlamento europeo del 2012 che motiva ampiamente questa proposta; inoltre, nel programma del semestre italiano del 2014 era previsto l'avvio della Macroregione del Mediterraneo in continuità con quella Adriatico-Ionica.

Le macroregioni europee già costituite sono:

Baltico

La strategia UE per la Macroregione del Mar Baltico (EUSBSR) è stata adottata dal Consiglio europeo nel 2009 e raggruppa otto Stati membri (Svezia, Danimarca, Estonia, Finlandia, Germania, Lettonia, Lituania e Polonia), uniti dalla comune necessità di affrontare sfide specifiche attinenti alla regione, con un’attenzione particolare per la situazione ambientale del Mar Baltico. La strategia, oltre ad essere aperta alla cooperazione con i Paesi vicini (Russia e Norvegia), ha tre obiettivi principali: salvaguardare il mare, potenziare le infrastrutture per migliorare i collegamenti all’interno della macroregione e accrescere il benessere dei cittadini anche combattendo la criminalità garantendo, così, un ambiente sostenibile, la preservazione delle aree naturali, la biodiversità e della pesca.

Danubio

La strategia UE per la Macroregione del Danubio (EUSDR), istituita nel 2010, ha quattro ambiti prioritari: promuovere i collegamenti nella regione del Danubio; proteggere l’ambiente; creare prosperità e rafforzare la regione anche dal punto di vista della sicurezza. La Macroregione del Danubio raggruppa nove Stati membri dell’UE (Germania, Austria, Ungheria, Repubblica Ceca, Repubblica Slovacca, Slovenia, Bulgaria, Romania e Croazia) e cinque Paesi extra-UE (Serbia, Bosnia-Erzegovina, Montenegro, Ucraina e Moldavia) attorno al comune obiettivo di trovare una risposta congiunta alle numerose sfide che interessano una macro-regione che si estende dalla Foresta Nera al Mar Nero, e che conta più di 100 milioni di abitanti rappresentando un quinto della superficie europea..

Adriatico-Ionica

La strategia UE per la Macroregione Adriatica e Ionica (EUSAIR), nata nel 2014, coinvolge 8 paesi di cui 4 stati membri Ue (Italia, Slovenia, Croazia, Grecia) e 4 non membri (Montenegro, Albania, Bosnia Erzegovina, Serbia). Le regioni italiane coinvolte sono tutte quelle bagnate dall’Adriatico e dallo Jonio ed inoltre: Lombardia, Trentino Alto Adige e Umbria. La Macroregione Adriatica e Ionica promuove una crescita sostenibile in termini economici e sociali, supportando al contempo il processo di integrazione dei paesi balcanici dell’area. La Strategia riguarda principalmente le opportunità dell’economia marittima: trasporti mare – terra, protezione dell’ambiente marino, turismo sostenibile e connettività nel campo dei trasporti e dell’energia. È la prima “strategia macroregionale” con un numero così elevato di paesi extraunionali.

Alpina

La strategia UE per la Macroregione alpina (EUSALP), istituita nel 2015, coinvolge 5 paesi membri UE (Austria, Francia, Germania, Italia e Slovenia) e 2 non appartenenti (Liechtenstein e Svizzera) per un totale di 48 regioni. La strategia comune interessa tre settori politici tematici orientati all'azione e un'unica area trasversale. Il primo è quello della crescita economica e dell’innovazione, ad esempio mediante attività di ricerca su prodotti e servizi specifici della regione alpina, poi la connettività e la mobilità, con il miglioramento della rete stradale e ferroviaria e l'espansione dell'accesso a Internet via satellite nelle aree remote. Seguono interventi nel campo di ambiente ed energia, con la messa in comune delle risorse per salvaguardare l'ambiente e la promozione dell'efficienza energetica nella regione. L’area strategica trasversale riguarda la governance, compresa la capacità istituzionale per migliorare la cooperazione e il coordinamento dell'azione.

Mediterraneo

La Macroregione mediterranea non ha confini definiti; è un “piano d’azione” volto ad affrontare le sfide comuni. È una struttura di governance multilevel che prevede la partecipazione delle Autorità regionali e locali alle politiche di cooperazione europea per i sistemi energetici, la ricerca scientifica e l’innovazione, la cultura, la tutela ambientale, lo sviluppo economico e sociale, la connettività territoriale, la mobilità urbana sostenibile, etc.

Una grande rete, in linea con la strategia dell’UE, con la capacità di dare un apporto significativo allo sviluppo del Sud e del Mediterraneo.

Intervengono:

Giuseppe Abbati, segretario generale AICCRE della Puglia, già coordinatore del gruppo di lavoro della direzione AICCRE “macroregioni e GECT”,

Arch. Michele Comparetto, coordinatore gruppo di studio “Non Solo Ponte”,

Avv. Michele Minissale, delegato gruppo MMCO Macroregione mediterranea centro occidentale e presidente COPAVIST comitato di partenariato volontario per le infrastrutture la logistica e i trasporti di Messina,

Dott. Filippo Romeo, senior analyst, Vision & Global Trends,

Prof. Ing. Cesare Boffa, professore ordinario f.r. di Fisica Tecnica Ambientale e di Font Rinnovabili di Energia del Politecnico di Torino, presidente CTI e FIRE, federazione italiana degli energy managers.

Dott.ssa Simona Ciullo, segretaria MFE della Puglia.

Vi invito a partecipare alla conferenza stampa.

Confido nella VS presenza, un cordiale saluto

Giuseppe Abbati

All. Invito al Forum di Messina

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