La legge 459 e le “locuste” sui territori. Il fallimento attuale preclude alla “serrata” definitiva del ‘negozio’ dedicato al mito degli italiani all’estero

Sulla questione del voto all’estero si è scritto di tutto. Bene o male. Giusto o ingiusto. Ma in tutte le salse possibili traspare nitido l’atteggiamento di quasi tutti gli eletti all’estero che sembrano urlare: “ GIÙ LE MANI DALLA MIA FETTA DI TORTA!” Ora la modifica apportata dalla nuova legge vuole dare la possibilità agli italiani residenti in Italia di candidarsi all’estero. Bene! Anzi forse potremmo dire ‘malissimo’ dal momento che la legge 459 di Tremaglia lo escludeva (se vogliamo anche inopinatamente) categoricamente perché esigeva la residenza all’estero e l’iscrizione all’AIRE. La 459 consentiva invece l’esatto contrario e cioè che gli italiani residenti all’estero potevano candidarsi in Italia. Nei soggetti eletti all’estero manca la spigliatezza, la proposizione, manca in realtà l’ingrediente fondamentale della vivacità politica che apre piuttosto che chiudere. Manca il vero interesse per tutta la storia delle elezioni all’estero proiettata nel futuro. Nessuno ha mai mostrato il piglio programmatico di una evoluzione migliore di tutta la faccenda. Gli italiani all’estero risultano inutili alla causa italiana e nessuno dei parlamentari della Circoscrizione Estero ne ha ma denunciato questa ineluttabile realtà proponendo. Essi continuano solo a propagandare il meglio: più pensioni per tutti, sanità, giustizia sociale, meglio due redditi piuttosto che neanche una lira, reti consolari a bizzeffe come se fossero salumerie presso cui approvvigionarsi gratuitamente. Mai nessuno di questi, e men che meno nessuno dei deputati eletti nei collegi italiani, ha pensato a dare un futuro positivo, dirompente ed anche salutare al voto all’estero che avrebbe potuto contribuire all’intero sistema politico italiano. E si sa perché. Una tale posizione avrebbe messo in pericolo la fetta di torta di cui sopra perché avrebbe dovuto aprire le porte alla competizione elettorale sana e proficua. Chi mette a rischio la cuccagna in una battaglia che va contro i propri interessi, siamo seri. Bastava cambiare la legge nel senso opposto a quanto hanno deciso con una pensata calcolata a tavolino oggi: agevolare le candidature dei connazionali residenti all’estero nei collegi italiani introducendo il voto per corrispondenza (elettronico oppure no) lasciando dove stava la Circoscrizione Estero. Questo è il cavalo di battaglia di INSIEME per gli italiani da sempre https://archivio.politicamentecorretto.com/?news=89941. Chi avrebbe voluto candidarsi nella Circoscrizione Estero avrebbe continuato per la schiera dei 18. Questa opzione che avrebbe avuto un senso che nel medio e lungo periodo avrebbe potuto sovvertire con i numeri il panorama politico dei partiti così come miseramente sono intesi in Italia. Con il vantaggio che il residente all’estero avrebbe potuto godere del pacchetto di votanti nei connazionali all’estero. Il residente in Italia che si candida all’estero non troverebbe nessuno, lì si vota con le preferenze, che lo voti in quanto non radicato e neanche conosciuto sul territorio. Questo fatto la dice lunga sulla intenzione di spegnere il lumicino del voto all’estero. Invertire la stupidaggine cui sono arrivati violando la legge 459 andrà a riempire lo stesso di “intrusi” italiani nelle liste presentate nella Circoscrizione Estero con il risultato di assottigliare se non eliminare del tutto le aspettative di chi, all’estero e lì residente, ha velleità di elezione in Parlamento. Insomma, i 18 parlamentari eletti all’estero hanno continuato a campare alla meno peggio gestendo la realtà loro favorevole comunque e qualunque sia stata. Non hanno mai, possiamo sottolineare MAI mostrato una volontà che, nel lungo periodo, avesse dato un senso vero ed utile a tutta questa storia. Si sono fatti prendere per mano ed hanno assecondato irresponsabilmente, gli eventi a loro avversi. Avversi a loro ed a molti che residenti all’estero avrebbero voluto e potuto occupare posti che invece saranno occupati da residenti italiani. In questa nuova modalità di composizione di liste all’estero voluta con la nuova legge elettorale c’è in atto ed evidente il fallimento delle politiche dei parlamentari eletti all’estero. Sono evidenti le preclusioni nelle liste di posti dedicati ai residenti ed in più il futuro buio ed incerto. Il fallimento attuale preclude alla “serrata” definitiva del ‘negozio’ dedicato al mito degli italiani all’estero.

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