Il 29 aprile a Massafra il giornalista e scrittore della Rai Pino Nazio presenterà  il suo libro “Enigma Yara – Bossetti e l’accusa che viene dal passato”


(N.B.) Il noto volto di Rai 3 Pino Nazio, giornalista e autore televisivo, sociologo e scrittore, sabato 29 aprile 2017 presenterà a Massafra il suo ultimo libro “Enigma YaraBossetti e l’accusa che viene dal passato”, stampato nel 2013 da Sovera editore. L’evento, che prenderà vita dalle 18.30 sotto forma di salotto letterario presso il Palazzo della Cultura di Massafra, è organizzato dal direttivo pugliese del Parlamento della Legalità Internazionale con il patrocinio del Comune di Massafra, Consulta delle Associazioni, Santa Marina Bed & Breakfast e con partner sociali l’Associazione Nazionale Carabinieri, Biancanese Service e Associazione Vita Nova. Alla relazione del noto giornalista-scrittore seguirà l’intervento dell’avvocato penalista Marilina Monaco che tratterà l’argomento dal punto di vista giuridico. Moderano Sonia Festa e il dott. Stanislao Stefano Desiati. La storia di Yara Gambirasio, che venerdì 26 novembre 2010, alle 18:44 lascia da sola il Centro Sportivo di Brembate di Sopra dove si allena in ginnastica ritmica e che alla sua abitazione che dista 700 metri, la ragazza non vi arriverà mai, è un fatto di cronaca che tutti più o meno conosciamo perché sin dall’inizio ha assunto sempre più connotati mediatici. Avvincente e straordinariamente nuovo, “Enigma Yara”, è un libro di 185 pagine che si leggono tutto di un fiato, appassionando oltre che per una scrittura lineare e scorrevole. E’ la prima volta che si trovano messe a confronto le due versioni, quella colpevolista e quella innocentista. Sta al lettore appropriarsi di una propria chiave di lettura sulla base di elementi, descrizioni assolutamente dettagliate e d'indizi che fanno riflettere. Sicuramente, la storia, divenuta un fatto mediatico, viene evidenziata proprio dal giornalista Nazio che dopo anni di esperienza e formazione in “Chi l’ha visto”, riesce a trasmettere le esatte cognizioni della materia. L’Innocente corpo di una tredicenne che viene ritrovato dopo tre mesi in mezzo ad una campagna, morta dopo circa 12 ore di agonia, come descrive la Pm Falcione, deceduta per il freddo oltre che dissanguata, e subito dopo, una comunità che viene sottoposta a prelievi, dove, mentre si cerca “l’orco cattivo”, si apre uno scenario fatto di tradimenti, relazioni extraconiugali, di figli che scoprono verità sempre più segrete e ignote e di padri che non riconoscono i propri figli, cela la curiosità di tutto un pubblico che è ancora libero di scrivere il proprio finale. Sarà questa (come ci comunica Pietro Dragone, Coordinatore Nazionale – Responsabile della Comunicazione del Movimento Culturale “Parlamento della Legalità Internazionale”) anche occasione di riflettere su quelli che sono i limiti, molto spesso travalicati, dell’etica mediatica che in molti e più casi analoghi degli ultimi anni in Italia, hanno distrutto la vita pubblica e privata delle persone coinvolte in questi drammi. Nella foto la locandina dell’evento.

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