Un boia e un ciarlatano: i due principali candidati alle elezioni presidenziali dei mullah

Il famigerato Ebrahim Raisi ha annunciato pubblicamente che si presenterà come candidato alle elezioni presidenziali-farsa.
Con una lettera indirizzata al leader supremo del regime Khamenei il 22 Marzo, circa 50 mullah, membri dell'Assemblea degli Esperti, hanno richiesto la sua nomina. Raisi aveva detto alle altre fazioni che si sarebbe candidato alla carica se avesse avuto l'approvazione di Khamenei.
Contemporaneamente Rouhani ha detto ai suoi fedelissimi di aver ottenuto l'approvazione di Khamenei alla sua candidatura.
Perciò i due principali candidati, uno mullah e boia e l'altro un mullah ingannatore, affermano entrambi di avere l'appoggio di Khamenei ed hanno deciso di candidarsi.
Sono due facce della stessa medaglia per quanto attiene ai crimini commessi dalla dittatura religiosa, alle attività belliche, al terrorismo e al saccheggio delle ricchezze della nazione e devono essere incriminati per genocidio e crimini contro l'umanità.
Rouhani afferma di essere coinvolto in tutti i processi decisionali del regime. Il suo curriculum da autorità della sicurezza può essere riassunto nella repressione del personale dell'esercito, nella repressione delle donne con la scusa che sono mal-velate o che non rispettano le norme sul velo, nelle attività belliche e nell'invio di bambini e adolescenti nei campi minati, nella repressione delle proteste degli studenti del 1999, nel proseguimento in clandestinità del progetto nucleare e nell'inganno della comunità internazionale.
I risultati dei suoi 4 anni di mandato sono stati: 3000 esecuzioni (condanne che ha definito un comando e una legge divina), aumento della povertà, chiusura della maggior parte delle attività economiche del paese a causa dell'utilizzo delle ricchezze della nazione per interventi in altri paesi, in particolare per il massacro del popolo della Siria, dell'Iraq e dello Yemen.
Sin dall'inizio di questo regime, Raisi è stato procuratore, procuratore generale in diverse province e vice-procuratore di Teheran, ed ha commesso crimini come esecuzioni individuali e di gruppo.
Nel 1988 fu uno dei membri della commissione della morte che massacrò 30.000 prigionieri politici nel giro di pochi mesi.
Inoltre, con un decreto ufficiale del 1° Gennaio 1989, Khomeini incaricò i mullah Raisi ed Hossein-Ali Nayyeri (due membri della commissione della morte) di “prendere in considerazione rapidamente e attentamente le notizie provenienti dalle città di Semnan, Sirjan, Islam Abad e Dorood per evitare processi amministrativi ed applicare le norme divine (esecuzioni), a questo riguardo”.
In un altro editto Khomeini scrisse il 21 Gennaio 1989: “Prendere tutti i casi che sorprendentemente sono ristagnati finora nel Consiglio (Consiglio Supremo Giudiziario) e attuare le norme divine a disposizione dei Sigg.ri Nayyeri e Raisi in modo che possano attuare le norme divine il più presto possibile, (perché) un ritardo non è ammissibile”. In risposta alla domanda scritta di Nayyeri e Raisi che chiedevano se queste norme prevedessero la “Qisas (rappresaglia)”, Khomeini rispose immediatamente il 22 Gennaio: “Ciò che vi ho incaricato di applicare, dopo aver esaminato i casi stagnanti presso il Consiglio Giudiziario, è la Qisas”. In questo modo la macchina per le esecuzioni iniziò a lavorare con maggiore intensità.
Dopo di ciò, Khamenei ha assegnato a Raisi le più alte cariche giudiziarie, come procuratore di Teheran, capo dell'Ispettorato Generale del paese, vice-presidente della magistratura, procuratore del Tribunale Speciale per i Religiosi e procuratore generale. E alla fine Khamenei gli ha assegnato la carica di guardiano della Fondazione Astan Quds Razavi, uno dei centri politici ed economici più potenti dell'Iran. Una parte significativa del budget per l'esportazione del terrorismo e del fondamentalismo, viene finanziata da questo centro.
Il criminale mullah Raisi, dopo le proteste dell'Ashura del 2009 ha detto: “Un'arma non è solo una spada. Non è solo una pistola. No, un'arma può essere anche una mischia. Ciò significa che può essere un'arma da taglio, può essere un coltello. È anche nella lingua di un giurista. A volte è un bastone, a volte è una pietra… Quello che è successo durante l'Ashura può essere considerato un esempio di Moharebeh (guerra contro Dio). Ma Mohareb può essere un'organizzazione. Un'organizzazione Mohareb come i Monafeqin (il dispregiativo usato dal regime per definire il PMOI). In relazione ai Monafeqin, chiunque aiuti in qualunque modo, in qualunque circostanza i Monafeqin, essendo organizzati, il suo atto viene considerato Moharebeh” (TV di stato – 31 Dicembre 2009).
La faida tra le fazioni della cricca al potere e i loro rappresentanti, come Rouhani e Raisi, ha il solo scopo di conquistare una maggiore fetta di potere ed una maggiore fetta di beni e risorse sottratti al popolo dell'Iran. L'intensificarsi della lotta di potere riflette il fallimento del regime di fronte alla crescita della crisi interna ed esterna, alla situazione esplosiva della società e alla crescita delle proteste popolari.
Sul voto del popolo iraniano alle elezioni-farsa Maryam Rajavi ha detto: “Né turbanti neri, né turbanti bianchi. Abbasso il regime teocratico!”.
Segretariato del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana
7 aprile 2017
La neutralizzazione della macchina da guerra del dittatore siriano
deve essere completata dall'espulsione del regime iraniano, dell'IRGC e dei suoi mercenari da Siria, Iraq e Yemen
Dopo così tanti anni di accondiscendenza verso i regimi siriano e iraniano, che non hanno prodotto nessun risultato se non quello di aumentare i crimini di guerra e i crimini contro l'umanità, colpire e neutralizzare le basi, i centri per gli attacchi chimici e la macchina da guerra del dittatore siriano, è la richiesta urgente di tutto il popolo e degli amanti della libertà di questo paese. Questa mossa contribuisce a porre fine alla storica catastrofe siriana che deve essere completata dall'espulsione del fascismo religioso al potere in Iran, delle Guardie Rivoluzionarie e dei suoi mercenari da Siria, Iraq e Yemen.
La cacciata del padrino e primo sponsor del terrorismo nel mondo di oggi, è una necessità per la pace, la tranquillità e per sbarazzarsi del fondamentalismo e del terrorismo nella regione e nel mondo.
Segretariato del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana
7 Aprile 2017
Mahmoud Hakamian
@HakamianMahmoud

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