Il Governo condivide la necessità  di prevedere l’assistenza sanitaria gratuita per i connazionali rientrati dalla Svizzera

“Negli ultimi tempi sempre più connazionali, rientrati in Italia dopo anni di lavoro in Svizzera, si sono visti richiedere ingiustamente contributi dalle singole Aziende Sanitarie Locali per le prestazioni sanitarie ottenute. Un errore, dal momento che già nel dicembre del 2012 erano state definite le 'Indicazioni per la corretta applicazione della normativa per l'assistenza sanitaria alla popolazione straniera' nelle quali si prevede che, là dove si sia esercitato il diritto d'opzione, scegliendo il Sistema Sanitario Nazionale italiano anzichè quello svizzero, indipendentemente dalla cittadinanza, si è esonerati dal pagamento di contributi, là dove si paghino le tasse in Italia”. Lo ha dichiarato Laura Garavini, componente dell'Ufficio di Presidenza del Pd alla Camera, presentando il suo question time in Commissione Affari Sociali.

“E' importante che oggi il Governo, in sede di risposta al quesito da noi posto, abbia dichiarato di condividere le questioni da noi sollevate sull'esigenza della gratuità del servizio. Non è ammissibile che un numero sempre crescente di connazionali, una volta rientrati, vengano chiamati al pagamento di ingiustificati contributi per le cure a cui si devono sottoporre. Solo che per poter fornire una risposta definitiva, lo stesso Governo è in attesa di un parere delle Agenzie delle Entrate che affronti con chiarezza la questione. Ci auguriamo che questa arrivi nel minor tempo possibile, in modo che non si ripetano altri casi, particolarmente infelici per i connazionali pensionati, rientrati dalla Svizzera”.

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