Dialogo (reale) con una signora che non approva la fecondazione eterologa…..Uova e spermatozoi non sono figli

La signora: «Quando un bambino (o un adulto) scopre che quello che riteneva suo padre (o sua madre) in realtà non lo è, inizia un calvario e una ricerca delle sue “origini” di cui noi tutti che abbiamo conosciuto o studiato casi di adozioni sappiamo benissimo. Puoi avere avuto il genitore migliore del mondo, ma se sai che sei stato originato da qualcun altro, vorrai andare a cercarlo e a scoprire chi è. Poi certamente l'esperienza di amore con cui i genitori “adottivi” ti hanno cresciuto sarà fondamentale per vivere serenamente la ricerca della propria identità. Ma a volte non basta e la vita ti si incasina drasticamente».

Elisa Merlo: «Hai elementi certi per fare queste affermazioni? Statistiche? Sei sicura che su cento persone che nascono con l’eterologa c’è una percentuale di persone con vita “incasinata drasticamente”, come tu dici, superiore alla percentuale di persone con vita “incasinata drasticamente” su cento nate senza eterologa? Hai statistiche precise?».

La signora: «Quando un adulto abbandona i figli, lo Stato gli toglie la patria potestà e spesso c'è pure il divieto successivo di rivederli, nel caso “cambiasse idea”. Non ha più alcun “diritto” su di loro. Quindi, Elisa, dimmi: perché se i figli sono già nati si è così “severi” con i genitori, mentre quando ancora non ci sono si concede ai “potenziali genitori” di vendere i propri “futuri figli”? Anche se dietro l'eterologa ci fossero solo donazioni di gameti e non invece vendita, come di fatto è, la cosa sarebbe socialmente, psicologicamente e permettimi, anche moralmente, deprecabile. Esempio: perché mia sorella che ha cinque figli non può decidere di regalarne uno a mia cugina che non può averne senza passare per pazza e senza trovarsi a casa carabinieri e psichiatri?».

Elisa Merlo: «Domanda accorata, sentita, ma molto ingenua, giacché la risposta è semplice: I futuri figli, vale a dire gli embrioni, non sono figli, non sono bambini. Possono diventare bambini, così come un seme può diventare un albero, ma non è un albero. E le creature che nascono non sarebbero mai esistite se non si fosse fatto ricorso alla fecondazione eterologa. Se la vita è cosa preziosa, devono ringraziare l’eterologa di averla avuta. I donatori non “abbandonano” figli, bensì uova o spermatozoi».

Elisa Merlo

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