E’ famosa in tutto il mondo e da tutto il mondo vengono ogni anno ad ammirarla soprattutto nel periodo natalizio. Si chiama San Gregorio Armeno, la via dei presepi, e si trova nel centro storico della città che fu un tempo capitale del Regno delle Due Sicilie, Napoli.
Sulla pittoresca strada si affacciano le botteghe artigiane dove vengono costruiti manualmente i presepi in sughero e gli innumerevoli personaggi in terracotta. Ma a San Gregorio Armeno, che si trova vicino all’omonima chiesa, è Natale tutto l’anno perché gli artigiani sono sempre al lavoro per costruire le loro opere d’arte.
Il presepe napoletano prevede una scenografia di tipo piramidale chiamata scoglio e da lì, dall’alto verso il basso, dal Castello di Erode fino alla Grotta della Natività, si svolge l’azione. Una serie di vicoli e di scale attraversano il presepe nel quale è sempre presente la maschera di Pulcinella a rappresentare la tradizione popolare. Ma poi compaiono anche le figure del pescatore, del cacciatore, del pastore, come anche dei bottegai del mercato, della lavandara, della zingara e la taverna posizionata accanto alla grotta con la Sacra Famiglia, gli angeli ed i magi.
E’ un’arte quella dei presepiari di Napoli che si tramanda di padre in figlio i quali costruiscono, con cura e passione, ogni elemento che entra a far parte del presepe.
Pullula di oggetti e di souvenir la via dei presepi che rappresenta un’istituzione della città. Qui è possibile trovare anche i presepi in campana di vetro, i portafortuna, la tombola napoletana, le statuette di pulcinella ma anche quelle dell’attuale Presidente del Consiglio oppure di Papa Francesco.
La magia che quella via esercita su ognuno di noi è unica al mondo. Come è unica l’aria che si respira nella città partenopea del caffè sospeso, dove i suoi abitanti per sopravvivere si sono dovuti inventare l’arte di arrangiarsi che poi è diventata una filosofia di vita del popolo napoletano riprodotta da Eduardo De filippo in molte sue commedie.
In quella via sono concentrate le tradizioni di un popolo e la sua cultura, il temperamento, il disincanto di chi non si aspetta più nulla insieme alla grande gioia di vivere, tipica dei paesi del sud del mondo, e la pazienza secolare.
Sempre De Filippo, di cui ricorre quest’anno il trentennale della morte, nella sua commedia “Natale in casa Cupiello”, sottolineava, attraverso il protagonista Luca, quanto fosse amato dai napoletani “o' Presebbio”, il presepe.