CEFALONIA : INESATTEZZE E VERITA’

di Massimo Filippini

Quale ulteriore e doverosa ripetizione di quanto da me detto nel Convegno tenutosi ad Acqui il 30 nov. us ritengo necessario mettere qui in risalto la criminale irresponsabilità del Governo 'Badoglio' nella vicenda di Cefalonia che si manifestò nella MANCATA DICHIARAZIONE DI GUERRA ALLA GERMANIA PRIMA DELL'INVIO DELL'ORDINE DI RESISTERE.
Perfino i Giapponesi ebbero l'accortezza di …dichiarare guerra agli USA mentre i loro aerei attaccavano la base di Pearl Harbor: noi NO !

E' noto infatti che la div. Acqui non stava a Cefalonia 'sua sponte' o per diporto ma era una delle sette Divisioni dipendenti dal Comando dell'11^ Armata italiana di stanza ad Atene il cui Com. te gen. Carlo Vecchiarelli -dopo l'armistizio concluso da Badoglio- ordino' alle dipendenti divisioni -compresa ovviamente la stessa 'Acqui'- di cedere le armi pesanti ai tedeschi non per un ottuso filogermanesimo ma unicamente perchè l'esame della situazione dopo l'8 settembre non consentiva alternative meno che mai guerresche contro gli stessi. Tutte le divisioni (meno la 'Pinerolo' il cui comandante col. Infante non obbedì e fini massacrata dai partigiani greci) obbedirono immediatamente a tale ordine e cedettero le armi ai tedeschi che ne internarono gli uomini ('i cd IMI'). A Cefalonia il gen. Gandin consultò gli Uff. li Comandanti di Corpo e il loro parere fu quello di ESEGUIRE L'ORDINE DI CEDERE LE ARMI ricevuto dal Comando di Armata di Atene.

Purtroppo ci furono alcuni uff.li inferiori quasi tutti di complemento tra cui si distinsero il cap. Pampaloni e il ten. Apollonio che -fuori da qualsiasi norma disciplinare-sconfinarono nel campo del diritto penalemilitare incitando una parte dei soldati da loro dipendenti -tutti dell'Artiglieria- a ribellarsi al prevedibile ordine del Comandante additato come traditore mentre il suo intendimento era soltanto diretto all'esecuzione dell'Ordine ricevuto dal Comando dell'XI^ Armata di Atene. Avvennero pertanto episodi di insubordinazione gravissimi quali il lancio di una bomba contro l'auto dello stesso gen Gandin o l'uccisione di un Capitano da parte di un nostro M.llo di Marina ed altri episodi simili che provocarono continui rinvii dell'esecuzione dell'ordine del gen. Vecchiarelli facendo sì che il fuggiasco governo 'Badoglio', una volta giunto a Brindisi dopo un'indecorosa fuga da Roma inviasse il successivo 13 settembre al malcapitato Gandin un ORDINE DI RESISTERE (v. All. 1) ai tedeschi che chiedevano l'osservanza del precedente Ordine del gen. Vecchiarelli cui tutte le altre Divisioni meno una -la 'Pinerolo'- avevano prontamente obbedito.

Detto Ordine del Comando Supremo 'Badogliano' fu la CAUSA DELLA TRAGEDIA poichè venne inviato il 13 settembre 1943 SENZA CHE IL GOVERNO BADOGLIO AVESSE PREVENTIVAMENTE DICHIARATO GUERRA ALLA GERMANIA -che lo fu SOLO il 13 ottobre successivo (v. all.)- con la conseguenza che i nostri Militari non poterono godere -nel lasso di tempo dall'8 settembre a tale data- della TUTELA riservata ai 'PRIGIONIERI DI GUERRA' dalla Comvenzione di Ginevra e assunsero la qualifica di 'franchi tiratori' come tali fucilabili appena catturati.

A conferma di ciò si ebbe il 29 settembre -a tragedia avvenuta- un drammatico colloquio a bordo della corazzata Nelson nelle acque di Malta per la firma del cd armistizio lungo tra il governo Badoglio ed il Com. te Alleato Eisemhower che rimproverò aspramente ai membri del governo italiano di non aver dichiarato alla Germania con l'effetto di far fucilare come 'partigiani' o 'franchi tiratori' i nostri Militari catturati di cui i tedeschi fucilarono non la truppa -come sostenuto FALSAMENTE per decenni- ma SOLO 129 UFFICIALI Ufficiali alla famosa 'Casetta Rossa' il 24 settembre e 7 TRA CUI MIO PADRE MAGG. FEDERICO FILIPPINI il giorno successivo 25.

I Caduti italiani A CEFALONIA furono -durante i combattimenti dal 14 al 22 settembre- circa 1350 e dopo la resa i poveri Ufficiali -NON ESISTENDO UNO STATO DI GUERRA TRA ITALIA E GERMANIA- vennero fucilati perchè considerati 'capi di franchi tiratori' e 'franchi tiratori' essi stessi. La truppa -salvo alcuni sventurati incappati nella furia tedesca- NON ebbe la stessa sorte e NON venne fucilata in massa come risulta chiaramente dall'UFFICIO ALBO D'ORO DEL MINISTERO DIFESA DOVE I MORTI -A CEFALONIA- SONO QUANTIFICATI IN 1.639 (Milleseicentotrentanove) ESCLUSI altri sfortunati periti nel naufragio di tre navi che li trasportavano in continente (circa 1300) e pochissimi altri che NON tornarono dalla prigionia.

L'Ufficio ONORANZE AI CADUTI e l'Uff. ALBO D'ORO' del Ministero Difesa che hanno sostanzialmente confermato l'esattezza dei Dati dei Caduti da me rinvenuti (V all ) all'Archivio dell'Ufficio Storico di Roma (AUSSME) sono le FONTI da cui -come risulta dal mio ultimo libro di cui si è discusso ad Acqui- HO ATTINTO TALI NOTIZIE.
Per avere conferma di ciò invito gli ormai decrepiti sostenitori di vecchie BALLE a fare lo stesso onde smettere di dare un resoconto FALSO dei fatti come avviene da…..oltre 70 anni.

avv. Massimo Filippini
orfano del magg, Federico Filippini fucilato dai tedeschi il 25/9/1943 a Cefalonia
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Autore de:
– 'LA VERA STORIA DELL'ECCIDIO DI CEFALONIA 1998 (CDL ed. Pavia) e
2001 (MA.RO ed. Copiano (PV)
-LA TRAGEDIA DI CEFALONIA. UNA VERITA' SCOMODA – IBN ed. Roma 2004
-I CADUTI DI CEFALONIA: FINE DI UN MITO – IBN ed. Roma 2006
-Sito internet www.cefalonia.it
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