L’isola di Filicudi

Phoenicusa, anticamente era il suo nome, perché era ricca di felci, in particolare di una palma nana ancora presente sull’isola.
Filicudi è la quinta isola per estensione, 9,5 km² , dell’arcipelago delle Eolie di cui fanno parte Vulcano, Lipari, Salina, Panarea, Stromboli e Alicudi. Si trova in provincia di Messina e amministrativamente dipende da Lipari. Insieme ad Alicudi è la più occidentale delle Isole Lipari.
Le due località abitate, Filicudi Porto e Pecorini a Mare sono collegate da una strada, l’unica dell’isola e da una serie di mulattiere. I suoi abitanti sono circa 250 e si chiamano filicudari.
E’ dominata dal vulcano Monte Fossa Felci (774 m) ma sull’isola sono presenti altri vulcani tutti ormai spenti. Le principali colture sono i fichi e i capperi. L’isola vive prevalentemente di turismo toccando le 3000 presenze di visitatori nel periodo estivo.
Le sue acque cristalline nascondono un’area archeologica sottomarina di grande interesse forse la più bella delle Eolie. Un autentico tesoro costituito da undici navi, di cui 9 di epoca greca-romana, inabissate nella secca di Capo Graziano a 75 metri di profondità. La pericolosa secca che si trova all’imboccatura del porto antico ha causato il naufragio di molte imbarcazioni che cercavano rifugio dal maltempo. Per visitare questo museo sottomarino i sub devono possedere il brevetto di secondo livello ed essere accompagnati da guide esperte.
L’isola conserva anche i resti di un villaggio neolitico che si trova sul promontorio di Capo Graziano, risalente all’età del bronzo, dove sono state rinvenute le tracce di 25 capanne di forma ovale ed un’ara sacrificale. Altre testimonianze sono state rinvenute anche nella zona vicina al porto. I numerosi reperti sono oggi custoditi nel museo archeologico situato nella zona del porto e presso il museo di Lipari.
Da non perdere la zona delle “Macine”, accessibile dalla mulattiera che porta al villaggio preistorico, che servivano per la macinazione dei cereali. Erano ricavate dalla pietra lavica dagli artigiani dell’isola e venivano caricate sulle barche e trasportate verso le altre isole. Oggi sono abbandonate sulla roccia e su ognuna di loro è leggibile la firma dell’autore scolpita. Agli inizi del 1900 gli ultimi artigiani lasciarono l’isola per emigrare in cerca di fortuna.
Una gita in barca intorno all’isola mostrerà la Grotta del bue marino, l’arco del perciato, l’isolotto di Montenassari con la sua piscina naturale e lo scoglio del Giafante. Sempre via mare si potranno ammirare il “filo di lorani”, un colonnato regolare basaltico che sovrasta un tratto di mare sulla costa sud dell'isola, tra Pecorini e Capo Graziano, il faraglione La Canna, alto 74 metri e,.sullo sfondo, l’isola di Alicudi, la più occidentale delle isole Eolie, che dista da Filicudi 12,2 miglia nautiche.

Lascia un commento

My Agile Privacy

Questo sito utilizza cookie tecnici e di profilazione. 

Puoi accettare, rifiutare o personalizzare i cookie premendo i pulsanti desiderati. 

Chiudendo questa informativa continuerai senza accettare. 

Attenzione: alcune funzionalità di questa pagina potrebbero essere bloccate a seguito delle tue scelte privacy: