L’isola di Stromboli

L’isola di Stromboli appartiene all’arcipelago delle Eolie e si trova in provincia di Messina. E’ la più settentrionale delle sette isole e la sua estensione è di 12,6 km². I suoi abitanti si chiamano stromboliotti. Amministrativamente dipende da Lipari insieme a Vulcano, Panarea, Alicudi e Filicudi. Ad eccezione di Salina.
Il suo vulcano, lo Stromboli, è’ alto 926 m. s.l.m. ed è uno tra i più attivi del mondo. Le sue eruzioni avvengono con una frequenza media di circa una ogni ora.
L’isola del fuoco è facilmente raggiungibile con aliscafo o traghetto da Napoli, Reggio Calabria, Messina e da Milazzo. Durante la stagione estiva da Palermo e da Cefalù.
Le principali colture sono le olive, le viti, i fichi e tra le altre attività la pesca e la marineria. E naturalmente il turismo concentrato soprattutto nel periodo estivo. L’intero arcipelago vede la presenza di circa 200 mila visitatori l’anno.
Nel 1949 l’isola raggiunse una grande notorietà grazie al film di Roberto Rossellini Stromboli terra di Dio con Ingrid Bergman.
L’isola ha conservato nel corso del tempo la sua natura selvaggia grazie a politiche poste a sua salvaguardia che hanno limitato molto l’intervento dell’uomo sull’ambiente. Circolano solamente macchine e taxi elettrici e motorini.
L’approdo principale si chiama Punta Scari (quello secondario si chiama Ginostra) e già scendendo dal traghetto, da un primo sguardo d’insieme si viene rapiti dalla bellezza dell’isola con le scogliere inframmezzate da spiagge scurissime alternate da insenature e grotte e dalle abitazioni bianche. A dare colore al paesaggio, sormontato da un cono vulcanico, il verde delle palme, degli agrumi, degli ulivi ed i fiori dei capperi, delle bouganville e dei gerani. Il centro del paese è rappresentato da Piazza San Vincenzo, che prende il nome dalla chiesa che vi si affaccia. Di lì si può ammirare un panorama unico con il porto, la spiaggia di Scari e lo Strombolicchio, ormai spento, il vulcano più antico delle Eolie, di cui è rimasto solo il neck, ovvero il cono eruttivo.
Sempre dalla piazza inizia la salita verso la cima dello Stromboli. Alcune ore per arrivare ai crateri ed assistere ad un spettacolo mozzafiato. Da lassù si possono ammirare Piscità e nelle giornate senza foschia l’Etna, lo Stretto di Messina e parte della costa calabra fino a Scalea.
Tornando verso il centro, in direzione di Via Vittorio Emanuele si raggiunge la Chiesa di San Bartolomeo e si giunge a Piscità, zona residenziale ricca di calette di spiagge nere incastonate tra costoni di pietra lavica. Alla fine di questa zona inizia la Sciara del Fuoco, pendio formato da lava, lapilli e scorie che dal cratere dello Stromboli scende fino al mare.
Di sera numerose sono le barche al largo di Stromboli che trasportano i turisti per far loro ammirare lo spettacolo del lancio dei lapilli rosso fuoco che si stagliano contro il nero del cielo. Questi fuochi d’artificio naturali illuminano il paesaggio notturno di Stromboli e le sue strade ed i suoi sentieri mai elettrificati.

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