IL CONFRONTO

E’primavera inoltrata, ma non nel cuore dei politici italiani. Intanto, l’Esecutivo Renzi continua il suo percorso per salvare il salvabile e recuperare quello che può. Per la verità, le occasioni di riuscita sono parziali. La manovra economica, attuabile solo per una bastante condivisione parlamentare, ha accelerato le tensioni sociali che, prevediamo, continueranno. Molti “nodi” sono stati sciolti. L’Esecutivo ha convinto, pur con qualche riserva, anche le Forze Sociali; pure se le manifestazioni spontanee di protesta di chi è stato messo in Cassa Integrazione o, peggio, licenziato continuano in tutto lo Stivale. Già dallo scorso marzo, avevamo avanzato qualche perplessità sugli obiettivi primari di quest’Esecutivo. Ora gli intrichi stanno venendo al pettine. L’Italia è a una svolta. Forse, sono al tramonto anche i presupposti di questa Seconda Repubblica. Nata, tanto per intenderci, “settimina”. Siamo alla deriva e ce ne rendiamo conto. E’ inutile, se non dannoso, predicare bene e razzolare male. Le scelte politiche per il 2014 restano difficoltose; anche perché c’è la preoccupazione, più che fondata, di non favorire la posizione giusta. In questo sistema, ancora “bipolare, ” è sempre più facile confondere le carte in tavola e la voglia di “centro” torna a farsi sentire. Anche se di preliminari attendibili non ce ne sono. L’unica protagonista degli eventi resta l’incertezza. E, con l’incertezza, s’allontana il nostro ruolo sul fronte UE. Internamente, le previsioni sono più fragili e preoccupanti. Il Prodotto Interno Lordo (PIL) non decolla. Siamo colmi di passivi; palesi e occulti. Il fatto che sia aumentato il tono polemico dei partiti, non deve trarre in fallo. Date le difficoltà su tutto il fronte socio/politico, si preferisce attendere tempi migliori. La “tregua” parlamentare, a ben osservare, pur consentendo a Renzi di perseverare nella strada verso il Golgota, non ci assicura il “miracolo” di una reale ripresa. Sempre che, con cauto ottimismo, il suo Esecutivo non sia in grado di ”durare” sino alla primavera del 2018. Da oltre confine, siamo osservati per gli evidenti attriti sociali; quelli politici, forse, avranno spazio nel futuro. Ora non hanno pregio. Per scriverla tutta, nella Penisola non si respira per nulla l’aria di ”fine”crisi. Una volta completata la manovra economico/sociale, il “Renzismo”non intende mollare. Nel proscenio, pur se cautamente, si riparla di “poli” d’influenza. Ma è ancora tutto troppo indistinto per azzardare delle previsioni serie. Certo è che nei prossimi mesi si tenteranno d’imbastire alleanze. Le attuali restano, infatti, a rischio. La riforma del nostro Potere Legislativo non è dietro l’angolo. Ora, però, non è tanto importante sapere quando si voterà, ma come. Mentre coniugare il pranzo con la cena, resta un’impresa per molti, Liberismo e Progressismo non sono più in antitesi. Solo intravediamo un contenitore di “centro” che, però, resta tutto da colmare. Dopo le Consultazioni europee, analizzati i risultati, tenteremo d’offrire una panoramica meno “generica” del nostro quadro politico. Le intuizioni le lasciamo agli illuminati. Mentre scriviamo, la campagna elettorale per l’elezione dei nostri Rappresentanti al Parlamento UE è iniziata. Come per la precedente tornata, senza nulla di nuovo o, almeno, d’originale.

Giorgio Brignola

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