Riforma forense: riprendono i lavori del CNF con una seduta straordinaria il 10 e 11 gennaio

I prossimi 10 e 11 gennaio il Consiglio Nazionale Forense si riunirà in seduta amministrativa straordinaria per proseguire con l’approfondimento e le proposte per l’attuazione della legge di riforma professionale.
Oltre che per fare il punto sulle nuove iniziative legislative.
Per quanto riguarda l’attuazione della legge n. 247/2012 e in merito ai regolamenti affidati alla competenza del CNF, lo stato di attuazione è molto avanzato.
Sono stati approvati in via definitiva, e già in vigore, quattro regolamenti (Sportello per il cittadino-Associazione specialistiche maggiormente rappresentative-Riscossione contribuiti-Osservatorio permanente sulla giurisdizione); i due regolamenti in materia disciplinare (Elezione dei componenti dei Consigli distrettuali di disciplina e Procedimento disciplinare) sono stati approvati in via preliminare ed è appena terminata la consultazione con Ordini-Unioni- altre componenti dell’Avvocatura).
E’ in corso, invece, la consultazione avviata a dicembre sulla bozza del nuovo Codice deontologico forense, previsto dall’articolo 35 della legge 247/2012.
Sono in corso di esame da parte del plenum le bozze dei regolamenti su Formazione continua- Scuole forensi-Organizzazione uffici CNF e sono in fase di elaborazione le bozze su Modalità di trasmissione di albi e elenchi per la formazione dell’elenco unico di avvocati e sulla Scuola superiore dell’Avvocatura per l’accesso all’albo dei cassazionisti.
Quanto ai Parametri, si attende l’esito finale della procedura con l’emanazione da parte del Ministero della Giustizia del nuovo decreto di aggiornamento dei valori.
Per seguire l’avanzamento dei lavori consulta la pagina Diario della Riforma forense sul sito istituzionale

Legge stabilità 2014: Nuovi balzelli e ancora tagli per la giustizia. Ma il decreto legge Destinazione Italia rafforza i Tribunali delle imprese

Aumenta il costo per l’accesso alla giustizia da parte dei cittadini, diminuiscono i compensi degli avvocati per il patrocinio a spese dello stato e degli altri consulenti del giudice; mentre la spending review continua a tagliare i fondi della Tabella 5, che nel bilancio statale indica le risorse a disposizione del Ministero della giustizia.
Dal primo gennaio scorso è entrata in vigore la Legge di Stabilità 2014 (n. 147/2013) con le novità che per il comparto giustizia segnano ancora una volta aumenti dei costi senza che si ponga mano alla più efficiente organizzazione de servizio. Altre misure, sporadiche e relative alle norme processu.ali, sono disseminate in altri provvedimenti, in un puzzle di complicata ricostruzione che l’Avvocatura ha già avuto modo di denunciare
Tagli e maggiori spese. E’ il capitolo più spinoso. Quest’anno, le maggiori spese a carico dei cittadini che adiscono il giudice riguardano l’ammontare della anticipazione forfettaria delle spese del giudizio, che passa dagli attuali 8 a 27 euro. La misura forfetaria è fissa e non proporzionale al valore della causa. Gioverà alle casse dello stato un incremento di gettito di 43, 7 milioni di euro destinato all’assunzione di magistrati vincitori di concorso nel 2013.
Di contro però, la legge di Stabilità taglia i compensi dovuti agli avvocati che assistono in regime di patrocinio a spese dello Stato, che saranno dovuti nella misura di un terzo. E’ una misura dettata dalla scarsità di risorse statali ma che si traduce nella violazione del diritto dei cittadini non abbienti a scegliere il proprio difensore sulla base di criteri di professionalità e competenza e non invece sul solo criterio del “costo”.
Il tema dell’efficienza della sistema, poi, è completamente trascurato dalla legge di Stabilità e ancora una volta erroneamente affidato a discutibili e avversati- dal CNF e da tutta l’Avvocatura- interventi sul codice di procedura civile.
Piuttosto il ministero della giustizia non è risparmiato dai tagli della spending review, che tra accantonamenti e tagli lineari ai consumi intermedi sarà oltre 15 milioni e mezzo di euro nel 2014, nel 2015 e oltre 16 milioni di euro nel 2016 (le spese per consumi intermedi sono quelle sostenute per le utenze nei tribunali, carta, cancelleria etc.).
Contributo per esame di abilitazione. Si segnala inoltre la norma che prevede che le spese per la sessione d'esame siano poste a carico del candidato nella misura forfetaria di euro 50, da corrispondere al momento della presentazione della domanda. Il contributo è dovuto per le sessioni d'esame tenute successivamente all'entrata in vigore del decreto ministeriale che ne determinerà le modalità di versamento.
Geografia giudiziaria. La legge di Stabilità prevede due norme: la prima dispone una ulteriore proroga- al dicembre 2014- dei giudici onorari di tribunale e dei vice procuratori onorari il cui mandato scade il 31 dicembre 2013 e per i quali non è consentita un'ulteriore conferma, nonché i giudici di pace il cui mandato scade entro il 31 dicembre 2014 e per i quali non è consentita un'ulteriore conferma; proroghe giustificate con l’intento di favorire l’attuazione della riforma della geografia giudiziaria; riforma che è tutt’altro che prossima a trovare pace visto che sempre la legge di Stabilità, prevede che, in via sperimentale, il Ministro della giustizia può disporre, nell'ambito di apposite convenzioni stipulate con le regioni e le province autonome, che vengano utilizzati per il tempo ritenuto necessario, gli immobili adibiti a servizio degli uffici giudiziari periferici e delle sezioni distaccate soppressi per l'esercizio di funzioni giudiziarie nelle relative sedi. Ma con le spese di gestione e manutenzione degli immobili e di retribuzione del personale di servizio integralmente a carico del bilancio della regione.
Processo tributario. Diventa telematico il rito per la risoluzione delle controversie in materia fiscale, ma aumenta il contributo unificato che sarà calcolato su ogni atto della amministrazione oggetto di appello.
Violenza di genere. Finanziato il Fondo per le politiche relative ai diritti e alle pari opportunità, incrementato di 10 milioni di euro per ciascuno degli anni 2014, 2015 e 2016 nell’ambito del Piano d'azione straordinario contro la violenza sessuale e di genere.
Decreto legge Destinazione Italia. Il dl n. 145/2013, entrato in vigore il 24 dicembre scorso e in fase di conversione alla Camera dei deputati, prevede l’attribuzione ad alcune sedi dei Tribunale delle imprese (cioè Bari, Cagliari, Catania, Genova, Milano, Napoli, Roma, Torino e Venezia) della competenza relativa alle controversie che riguardano società con sede all’estero, anche quando hanno una rappresentanza stabile in Italia.
Obiettivo della norma, si legge nella relazione al testo, è quello di concentrare tali tipologie di procedimenti presso quelle sedi in grado di offrire una maggiore specializzazione dei giudici al fine di rendere più celere la definizione dei procedimenti, nonché di garantire una migliore logistica rispetto alle sedi di sezioni specializzate per le imprese più decentrate.
Ma in tal modo si perpetra la cattiva soluzione di creare due circuiti di giustizia: di seria A per le imprese; di serie B per tutti i cittadini.

Pareri CNF/ Chiarimenti in materia di tirocinio e incompatibilità

Il requisito di una anzianità minima di iscrizione all’albo forense di cinque anni per poter accogliere praticanti in studio, previsto dall’articolo 41 della legge 247/2012, si applica anche all’ipotesi in cui la pratica sia svolta presso l’Avvocatura dello Stato, presso cui l’Avvocato dello Stato responsabile del tirocinante dovrà avere un’anzianità professionale almeno quinquennale. Detto vincolo, invece, non grava sugli avvocati applicati all’ufficio legale di un Ente pubblico.
E’ la determinazione alla quale è giunta la commissione consultiva con un parere n. 74 del luglio scorso (relatore Merli) appena pubblicato sulla banca dati deontologica, che auspica che tale interpretazione venga consacrata nel Regolamento che il Ministero, sentito il CNF, dovrà emanare per disciplinare le modalità di svolgimento del tirocinio .
Ad avviso della commissione, la norma in questione impone il vincolo, gravante sul tirocinante, di svolgere la pratica per almeno sei mesi presso un Avvocato ovvero presso l’Avvocatura di Stato, in tal modo inducendo a far ritenere, in via di interpretazione analogica, che il requisito dell’anzianità professionale minima debba anche essere rispettato da parte dell’Avvocatura di Stato. In caso contrario infatti, stante la libera alternativa fra il tirocinio presso il libero foro e quello presso l’Avvocatura statuale, il tirocinante potrebbe essere privato del contributo dell’esperienza e delle competenze professionali e tecniche maturate dal dominus in quell’arco temporale che il Legislatore ha ritenuto essenziale ai fini della formazione.
Lo stesso parere, reso su quesiti avanzati dall’Ordine di Firenze, chiarisce quale sia il Consiglio dell’Ordine che deve rilasciare il certificato di compiuta pratica nel caso in cui il praticante si sia trasferito ad altro Ordine nel corso del tirocinio.
Per la commissione consultiva, il nuovo Consiglio dell’Ordine sarà tenuto a rilasciare il certificato di compiuta pratica per il periodo ivi compiuto. Sebbene poi la norma non ne faccia cenno, potrebbe ragionevolmente ritenersi che, stante il valore vincolante della certificazione, qualora il Consiglio dell’Ordine (il primo, il secondo od il terzo, etc.) accerti il completamento del prescritto periodo di diciotto mesi, rilasci anche il certificato di compiuto tirocinio.
Incompatibilità. Con parere n. 75 del 17 luglio 2013 /(relatore Morlino), la commissione consultiva ha chiarito che la riforma dell’ordinamento professionale, disciplinando tassativamente le ipotesi di incompatibilità con la professione, non ha prevista nulla relativamente alla eventuale partecipazione ad altri e diversi tirocini anche ove essi siano presupposto di una futura potenziale assunzione rimanendo questa pur sempre soggetta a procedura di selezione. Solo al termine dello stesso e una volta completata con esito positivo la procedura di selezione, conseguendo il rapporto d’impiego, si manifesterebbero i presupposti per l’incompatibilità con l’esercizio della professione.
Leggi il parere n. 74 /2013
Leggi il parere n. 75/2013

Aggiornamenti parlamentari/Alla Camera inizia l’iter per il decreto legge svuota carceri e approda in aula il progetto di legge sulla custodia cautelare

Il decreto legge svuota-carceri (n. 146/2013) inizia questa settimana il suo iter alla Camera dei deputati, in commissione giustizia (Atto Camera 1921).
In particolare, il decreto punta per un verso a diminuire il numero dei detenuti, intervenendo sia sui flussi di ingresso negli istituti penitenziari escludendo il carcere per i reati di piccolo spaccio di stupefacenti; sia sui flussi in uscita, estendendo la possibilità di accesso all'affidamento in prova al servizio sociale, ampliando i termini per la liberazione anticipata e stabilizzando il ricorso alla detenzione domiciliare. Inoltre, allo scopo di rafforzare gli strumenti di tutela dei diritti di chi è in carcere, viene istituita la figura del Garante nazionale dei diritti delle persone detenute e previsto un nuovo procedimento giurisdizionale davanti al magistrato di sorveglianza. Le nuove norme intervengono inoltre sulla disciplina della espulsione per detenuti non appartenenti alla UE attraverso un ampliamento della platea dei potenziali destinatari della misura e mediante un più efficace coordinamento dei vari organi coinvolti nell’iter procedurale
Concomitatamente l’aula di Montecitorio dovrebbe esaminare la proposta di legge Ferranti che mira a limitare l’applicazione della misura restrittiva della libertà personale attraverso diverse previsioni.
La misura estrema potrà essere applicata solo ove le altre misure coercitive o interdittive, anche cumulate, non risultino adeguate. O se il giudice possa prevedere la concessione della sospensione condizionale della pena o la sospensione della sua esecuzione una volta emessa la sentenza.
Sono poi previsti requisiti più stringenti per adottare la misura del carcere preventivo, come il pericolo attuale, oltre che concreto, di fuga o di reiterazione del reato e si stabilisce ancora che il giudice non valuti la pericolosità esclusivamente sulla gravità del reato o sulle modalità del fatto, ma consideri nella valutazione anche altri elementi, come i precedenti.
Sul giudice ricadrà anche l’onere di motivazione più articolata, visto che nel provvedimento dovrà indicare l'autonoma valutazione delle concrete e specifiche ragioni alla base della misura cautelare, oltre quelle indicate nella richiesta del pm.
Modifiche anche per il giudizio di riesame, con maggiori garanzie procedimentali per l’indagato in custodia cautelare.
Il provvedimento segna un primo passo avanti verso il superamento di una situazione che vede in carcere ben oltre 24.700 detenuti in attesa di giudizio, su oltre 64.500 presenti.
Questo pacchetto di misure è senz’altro un primo passo verso al soluzione di un problema drammatico qual è quello del sovraffollamento carcerario, che tuttavia non deve far perdere di vista l’obiettivo principale di ogni intervento sulle carceri: quello di rendere effettivo il dettato costituzionale che individua nella funzione rieducativa e di recupero il fine ultimo della pena.

Le ferme critiche dell’Avvocatura al disegno di legge sul processo civile, Famiglia e nuovi strumenti di composizione delle crisi, lotta alla tratta: la voce dell’Avvocatura sui Media

Il nuovo disegno di legge del governo in materia di processo civile ha sollevato ampie e argomentate critiche da parte del CNF, riprese dai principali quotidiani. Su il Manifesto un editoriale segnala la contraddizione tra le proposte governative e gli esiti dei lavori della commissione ministeriale incaricata di proposte modifiche al codice di procedura civile
Leggi la Rassegna stampa CNF su DDL processo civile
Editoriale Daria Lucca su Il Manifesti 3_3_2013

Accordi tra coniugi stipulati dagli avvocati e applicazione del regolamento comunitario sulle obbligazioni alimentari sono stati i due focus dedicati dal CNF al tema dei nuovi assetti e strumenti giuridici per la famiglia
Leggi la Rassegna stampa CNF-Nuovi strumenti giuridici per le famiglie-il ruolo dei legali

La tratta degli esseri umani è una piaga mondiale. L’Avvocatura è in campo per contrastare il fenomeno in collaborazione con le altre professionalità
Leggi la Rassegna stampa CNF-Lotta alla tratta

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