Un fenomeno sociale odierno è quello del sorpasso dei singoli sulle coppie. Un dato evidenziato efficacemente dai numeri. Nel nostro Paese il numero dei matrimoni è sceso dal 4,9 al 4,1%,dato riferito al 2011.
Alcuni collegano il fenomeno alle maggiori possibilità economiche per le donne,in passato dipendenti dai mariti mentre oggi rese indipendenti dal proprio lavoro.
Altri lo collegano alla crisi del maschio,altri ancora al decadimento di questo vincolo,forse perché il matrimonio è visto come una limitazione alla propria libertà.
Le ipotesi in campo per spiegare il fenomeno sono insomma molte e disparate.
Oggi i figli nascono spesso fuori dal matrimonio e anche la durata media dei matrimoni stessi si attesta a 15 anni,un periodo certamente non lungo.
Questo il trend attuale. Il fenomeno è spiegabile anche con il tipo di impegno richiesto che nessun altra relazione umana comporta.
Anche l’economia ha la sua parte in questo fenomeno sociale,specie oggi in tempo di recessione:ci si sposa sempre più tardi a causa della disoccupazione,del lavoro precario,dei bassi stipendi.
I sostenitori dell’aforisma ”se temete la solitudine non sposatevi” sono oggi sempre di più.
Meglio convivere insomma o,applicando la teoria degli istrici(non stare troppo vicini altrimenti ci si punge),vivere insieme stando separati,ciascuno a casa propria.
Vincono quindi forme alternative di coppia,più semplici rispetto al matrimonio come istituzione.
Un segno di questi tempi.