Ormai non se ne può più. Le istituzioni traballano ad opera di chi ha interesse a farlo, in primis da chi vuol salvarsi dalla galera, ma anche da chi, sia di destra che di sinistra, sta facendo vigliaccamente il gioco del condannato, guardandosene bene dal depauperare la sua nicchia politica, col pretesto di salvare il paese dal fallimento. Caso Violante docet !
Ogni giorno, uno stuolo di giuristi pro, ma soprattutto contro la legge Severino, si esercitano non tanto per far valere le leggi quanto per salvare se stessi in contestualità ad un soggetto politico che ha rubato per anni, alle spalle delle persone oneste.
A mio avviso, il Presidente della Repubblica, deve trovarsi in una condizione psico-fisica che nessun uomo politico al mondo avrebbe mai potuto immaginare e, fors’anche, egli ora non si trova più in condizione di reggere agli eventi vigliacchi di chi, a suo tempo, ha accettato il governo delle grandi intese ed ora tiene, in maniera vile, sotto ricatto un intero paese.
Io, al posto di Napolitano, non abdicherei mai al suddetto ricatto in nome di una fatiscente “ragion di stato” e farei rispettare la sentenza di terzo grado, senza se e senza ma, in quanto, mai come in questa triste realtà politica, rebus sic stantibus, verrebbero emesse sentenze non già in nome del popolo italiano, ma di un condannato !!!
Ora, alla faccia di 60 milioni di Italiani, con parlamentari nominati e non votati, si sta prendendo in considerazione un ricorso alla giustizia europea allo scopo di procrastinare di un paio d’anni la decadenza del condannato eccellente, e c’è da chiedersi, a mio avviso, dove si trovi il coraggio per accettare un discorso del genere quando i reati commessi sono ormai alla luce del sole mentre altri sono in…itinere nel breve termine.
Ma come si fa ? Perché i nostri parlamentari non hanno fatto ricorso alla corte europea quando certe cose stavano succedendo a suo tempo ad opera del condannato in discorso, che ci ha fatto svergognare agli occhi del mondo ?
Ho l’età del “condannato” e quindi qualche anno in meno di Napolitano e mi vien da pensare come potrà essere definito il nostro Paese fra qualche giorno ove avesse a verificarsi l’eventualità che detto condannato facesse passare per fessi sia il sottoscritto che lo stesso Presidente della Repubblica.
Ricordiamoci che da quando questo condannato è in politica, la nostra Repubblica ha assunto varie denominazioni: da Repubblica delle banane a quella dei fichi d’India, da Repubblica delle bandane a quella delle ronde e tante altre…che non mi vengono subito in mente.
Basta solo l’etichettatura ufficiale di “ Repubblica dei fuori legge”…!!!
ARNALDO DE PORTI